«Manca il campione ma il tennis sardo gode ottima salute»
Il presidente della Fit Angelo Binaghi sprona i circoli isolani: «Stanno facendo bene, non dobbiamo arrenderci alla crisi»
OLBIA. Seduto in tribuna. Cappellino in testa, sguardo attento. E nessun pelo sulla lingua. Angelo Binaghi, cagliaritano, da quasi 15 anni presidente nazionale della Federtennis, fa ha fatto un salto al Tc Terranova di Olbia per dare un’occhiata ai tennisti impegnati nel Torneo del Mare, l’ormai storica competizione che anche stavolta ha impegnato diverse racchette sarde e non, sia professionisti che dilettanti. Il presidente della Fit, mentre seguiva una partita che vedeva impegnato suo figlio, ha parlato del tennis e dello sport in generale in Sardegna. Ha vantato il livello dei circoli isolani ma ha «bocciato» quello dei giocatori. Inoltre ha sottolineato la poca attenzione che la Regione riserva oggi alle società sportive.
«Il livello dei circoli sardi è ottimo. Stesso discorso per il movimento, in Sardegna ci sono davvero ottimi dirigenti – spiega Angelo Binaghi, ingegnere, tra l’altro campione italiano nei primi anni Ottanta -. Però non ci sono buoni giocatori, in questo caso il livello è più basso rispetto per esempio a quello dei tempi miei. Sì, per i giocatori non è un buon momento, ma anche questa è una questione di cicli. A livello nazionale accade la stessa cosa».
Poi il presidente della Federtennis, che vive tra Roma e Cagliari, ha pure detto la sua sul rapporto tra società e istituzioni, in un periodo in cui i contributi pubblici da destinare alle strutture e ai club sportivi sono sempre più rari. «Storicamente la Regione ha sempre avuto una certa attenzione nei confronti dello sport. E così negli anni ne ha beneficiato anche il tennis. È nato un buon numero di strutture, alcune hanno anche ospitato la Coppa David e la Fed Cup. Grandissimi risultati per l’isola - continua Binaghi, seduto accanto al presidente del Tc Terranova Alessandro Masala -. Ora però le risorse per lo sport sono calate, sono di meno. Mi sembra che ci siano altre priorità. Ormai vediamo società storiche e importanti in grosse difficoltà. E non parlo solo del tennis, è un discorso generale. Il tessuto delle società ormai è in crisi».
Anche il tennis deve fare i conti con il taglio dei fondi. Ma grazie al movimento di cui gode rimane sempre uno sport che non conosce battute d’arresto. «Il tennis comunque è in crescita, i campi sono sempre pieni. E le scuole riescono a dare un po’ di ossigeno alle società. Bidogna aver pazienza, stringere i denti e ritroveremo anche i campioni».
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