La maratona di Pertile diventa di legno
Mondiali di atletica, quarto posto amaro per l’azzurro. Oggi la finale dei 100
PECHINO. Momento no per l'Italia al Mondiale di Pechino. Dopo le eliminazione nel mattino cinese di tutti e cinque gli azzurri in gara nella prima sessione di gare (Chiara Rosa nel peso donne, Marco Lingua nel martello, Jamel Chatbi nei 3000 siepi, Margherita Magnani nei 1500 metri, in 4:09.06, primo tempo delle escluse, e Giordano Benedetti negli 800 metri), anche Simona La Mantia e Jacques Riparelli sono andati fuori nel triplo donne e nelle batterie dei 100. È un exploit in negativo che contrasta con l'ottimo risultato colto da Pertile (quarto) e Meucci (ottavo) in maratona.
«È il miglior risultato di tutta la mia carriera - dice il 41enne Pertile - ma non ne sono ancora del tutto felice. Mi dispiace per la medaglia perchè non era troppo lontana e io ci ho creduto dal primo metro dopo la partenza. È stata la maratona che avevo in mente, Rio nel 2016 sarà una gara difficile come questa». Daniele Meucci fa i complimenti al compagno: «Ruggero è stato grande - afferma il campione europeo di Zurigo 2014 - io, invece, al 32/o km ho avuto un problema intestinale e mi sono dovuto fermare per andare in bagno. Lì purtroppo ho perso quasi un minuto e mezzo. Un vero peccato».
Primi due titoli dello stadio alla tedesca Schwanitz (peso, 20,37) e al britannico Mo Farah (10000m, in 27:01.13). Nei 100 Riparelli corre nella prima delle sette batterie, piatto forte del pomeriggio al Bird's Nest. Il crono finale (10.41) non è pessimo, ma a questi livelli ormai serve decisamente altro, anche solo per competere. E poi, i duellanti: Justin Gatlin impressiona e ferma il cronometro a 9.83, seppure con una bava di vento oltre il limite (+2.1). Usain Bolt rinuncia allo show prima del via, e poi, in parte, anche a quello in pista: non si spreme - apparentemente - più di tanto, soprattutto nella fase lanciata, il suo punto di forza, e termina in 9.96 (-0.2); a un solo centesimo, gli finisce lo statunitense Mike Rodgers (9.97), certo con un altro tipo di impegno. Oggi la finale, alle 15.15 ora italiana.
L'imbattibilità nel mezzofondo ha i connotati di Mo Farah. Del resto, quando si è in grado di correre in 2:28 l'ultimo chilometro di un 10.000 da 27’ netti, agli altri rimane ben poco da fare. Farah conferma l'oro di Mosca 2013 con la consueta, impareggiabile progressione, terminando in 27:01.13. Argento e bronzo ai due keniani Kamworor e Tanui.
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