«Abbiate pazienza, scopriremo insieme una bella Dinamo»
Dopo 3 giorni di rititro il gm Federico Pasquini è soddisfatto Più equilibrio e cura dei particolari rispetto all’anno scorso
SASSARI. Tra mille e una competenza, che incrociano l’ambito tecnico e quello organizzativo, è l’anima della società. E d’estate se possibile lo è ancora di più. Oltre a scegliere i giocatori, curare le trattative e perfino accoglierli uno per uno all’arrivo in aeroporto, il general manager Federico Pasquini segue immancabilmente a bordo campo ogni allenamento dei campioni d’Italia della Dinamo sin dal primo giorno del ritiro, al Geovillage di Olbia. Pronto, sempre pronto.
Pasquini, faccia finta di non essere un dirigente della Dinamo. Che squadra è, vista da fuori?
«Una squadra molto atletica, una Dinamo che si sposa bene con il gioco del suo allenatore».
Con che possibilità?
«Difficile dirlo, ogni anno è diverso. Le componenti principali per la riuscita sono due: il contesto che riesci a creare fra società e squadra, e gli infortuni. Il terzo aspetto è più marginale ma non meno importante, e riguarda quello che accade nelle altre squadre».
Già: come vede le vostre principali avversarie?
«Milano è nata a immagine del suo allenatore, con un sacco di giocatori dalla spiccata attitudine difensiva e intercambiabili in campo, tutti pronti a giocare 20-25 minuti con Gentile come leader. Reggio prosegue a legare stranieri esperti a italiani di sicuro futuro, Venezia ha rimediato alle sue pecche più evidenti scovando un vero play e un pivot. Poi mi piace il quintetto di Caserta, un bel mix di talenti ed sperienza, e sono interessanti i progetti giovani che seguono Cantù e Pesaro. Le altre? Come noi, sono legate alla riuscita della chimica del gruppo».
Avete allestito un bel precampionato.
«Ora i nostri iniziano ad... annusarsi, e a capire che pur venendo contesti diversi possono vivere un’annata con un buon feeling. Conta molto il desiderio di mettersi in mostra, ma ci saranno segnali più importanti al pronti-vi. Abbiamo puntato su giocatori affamati. Nel precampionato non cerchiamo altro, serve soprattutto per analizzare gli aspetti tecnico-tattici, e commettere errori sarà fisiologico».
Cosa si aspetta invece dai tifosi sassaresi?
«I tifosi si aspettano sempre molto da noi, è un grande pubblico che sa benissimo come comportarsi. Mi aspetto il grande calore di sempre, e che continuino a essere una garanzia. Li abbiamo abituati molto bene, quello che chiedo è di avere pazienza ed equilibrio, come l’anno scorso nei momenti difficili prima della cavalcata vincente. I momenti down non mancheranno perché ill gruppo è nuovo, ma sappiamo che i tiftosi ci saranno vicini».
Il primo impatto in ritiro.
«Positivo. Presto per dirlo al primo giorno di scuola, ma noto che chi arriva da grandi club ha una cura del dettaglio differente rispetto ad altri giocatori.Sì, in avvio ho notato un’attenzione ai particolari che l’anno scorso non c’era».
E’ la Dinamo che volevate?
«Sì. Volevamo più controllo del gioco e abbiamo due play che riescono a produrlo. Abbiamo voluto mantenere un grande atletismo nel 4 e nel 5 e Logan sarà il coordinatore tra i reparti, e sotto canestro ci piaceva l’idea di avere tutti in grado giocare con tutti i compagni. La verità la dirà il campo, ma mentre l’anno scorso eravamo una squadra mostruosa quando andava a sei cilindri e schizofrenica quando uno dei sei balbettava, l’idea di quest’anno è avere un maggiore equlibrio, magari senza picchi in alto ma neanche senza situazioni da infarto come in passato».
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