Dopo la retrocessione il Carbonia guarda avanti
L’appello di Giulio Ravot, simbolo calcistico della città, per affrontare con grinta la sfida in Promozione
CARBONIA. La retrocessione del Carbonia in promozione regionale ha generato tanta delusione tra gli sportivi locali che vedono la squadra della loro città abbandonare la scena calcistica regionale. In primis Giulio Ravot, protagonista in prima persona delle fasi storiche dei colori biancoblù, in campo prima con la gloriosa Carbosarda e poi agli inizi della società con il Carbonia Calcio. Il suo ingresso avviene nel 1956 nella serie C a girone unico accanto a nomi quali Cavallini, Molinari, Zoboli, Bercarich, Gennari e tanti altri nomi storici. Un vanto per la città sulcitana che nel 1960 lo vede indossare la maglia della rappresentativa della serie C. La Carbosarda era una società che in quanto ad organizzazione si poteva considerare all' altezza della categoria superiore, quella serie B che aveva pure sfiorato in quegli anni famosi per i colori biancoblù, ma che aveva mancato nella gara di chiusura del campionato 1956 - 57 nello scontro decisivo contro il Venezia, che aveva avuto la meglio. Di quegli anni non si possono dimenticare neppure le partite di Coppa Italia contro la Fiorentina e la Roma, le quali presentavano al Comunale tanti giocatori che indossavano anche la maglia della nazionale italiana oltre a stranieri di grido in campo mondiale. Per Ravot si apre in seguito una parentesi ad Agrigento con l'Akragas, per fare poi rientro a casa con il nuovo Carbonia Calcio. Da qui la parabola discendente determinata dal disimpegno finanziario dell' ente minerario nel settore sportivo. «In città è mancato l' interessamento per garantire alla squadra la continuità societaria in tema finanziario - dichiara Ravot - una situazione che però negli anni si sarebbe potuta recuperare per valorizzare nuovamente i colori biancoblù ma al riguardo è venuta meno la collaborazione tra gli operatori economici della città e d. Il risultato di tutto ciò è lo stato attuale a detta dell'ex atleta biancoblù, che sprona alla ricerca della risalita della china, ambizione che necessita chiaramente di tempo considerata anche la situazione economica generale non favorevole del momento e meno ancora quella locale. Occorre operare e programmare l' attività della società - prosegue Ravot - e questo è un appello che rivolgo anche ai tifosi che hanno sempre sostenuto la squadra. Riprendano con determinazione e la necessaria convinzione ad aiutare l' attuale dirigenza a tenere alto il vessillo dei colori biancoblù come una volta».
Un simbolo calcistico della città, il "mastino" che poneva il guinzaglio all' avversario diretto per precludergli la via della rete, al quale duole la situazione attuale dell'undici minerario, e che suona la sveglia perché la squadra possa al più presto calcare i campi di gioco senza timori reverenziali nei confronti degli avversari.
Sergio Farigu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
