Yuki, dal Sol Levante alla conquista dei “Quattro Mori”
Il giovane play Togashi vuole convincere Meo Sacchetti «L’Europa era il mio sogno, la Sardegna è meravigliosa»
OLBIA. E’ circondato da spilungoni, come in mezzo a una foresta alta minimo due metri. Ma non sarà un problema. Anzi, Yuki Togashi ha l’aria di una scheggia capace di accendere il gioco con astuzia e velocità.
Il giapponese della Dinamo, ieri si è raccontato per la prima volta. 22 anni appena compiuti, un metro e 67 centimetri, il piccolo biancoblù sembra avere le idee particolarmente chiare.
«La Dinamo? Certo che ne avevo sentito parlare. Seguivo l’Eurolega e i singoli campionati, ho visto anche le partite dei playoff di quello italiano» racconta il playmaker, primo giapponese a sbarcare in Italia. «Dovrei essere il secondo in Europa. E sono davvero contento, sognavo di l’Europa fin da bambino – continua il giovane, che confessa di aver già apprezzato la cucina italiana, a cominciare dalla pasta -. Poi qui c’è David Logan, sono molto felice di giocare con lui. È un giocatore molto forte. Seguivo la squadra anche quando c’era Marques Green».
Yuki Togashi è un play velocissimo e molto preciso al tiro, anche da 3. Si è trasferito negli Stati Uniti nel 2009 e dopo le prime affermazioni è tornato nel suo paese nel 2013, per vestire la maglia degli Akita Northen Happinets, a nella serie A giapponese, conquistando nuove e importanti soddisfazioni (Mvp dell’All Star game nipponico). Negli Stati Uniti c’è tornato nel 2014, quando i Dallas Mavericks gli hanno proposto di giocare con loro la Summer league di Las Vegas: contrò i Charlotte Hornets è riuscito a totalizzare 11 punti in 12 minuti, conquistando le attenzioni di mezzo mondo. Poi il passaggio alla squadra affiliata dei Mavericks, cioè i Texas Legend, nella lega di sviluppo Nba. E ora è qui, in Sardegna, con i campioni d’Italia.
«Il nostro obiettivo deve essere sicuramente uno: confermare quanto fatto lo scorso anno – prosegue Togashi -. Penso che la Dinamo sia una squadra di alto livello, mi sto trovando bene con i miei nuovi compagni». Il giapponese ha ottime parole anche per Meo Sacchetti. «Voglio imparare tantissimo da lui. Mi sembra un allenatore molto preparato e intelligente. Si vede che è bravo, quindi voglio seguirlo e farmi trovare sempre pronto».
Togashi sta anche familiarizzando con l’ambiente, con il resto della società. A giocare un ruolo da protagonista, anche per quanto riguarda questo aspetto, è sicuramente il luogo scelto per il ritiro: «Questo posto mi piace, è semplicemente meraviglioso. Sono sincero, nella mia città non avevo mai visto strutture del genere. Sta andando tutto benissimo».
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