I Mondiali di atletica sotto il segno dell’Africa
Nicholas Bett si impone nei 400 ostacoli, David Rudisha si conferma re degli 800 Nei 200 è ripartita la sfida tra Bolt e Gatlin. La Grenot fuori dalla finale dei 400
PECHINO. A Pechino è l'Africa a dominare la quarta giornata del Mondiale di atletica, conquistando tre dei cinque titoli assegnati, mentre l'Italia resta a guardare con Libania Grenot esclusa dalla finale dei 400. Gli occhi sono sempre però su Usain Bolt e sul suo rivale Justin Gatlin, che dopo la sfida nei 100 di domenica hanno cominciato ad affilare le armi sul duello nella doppia distanza. Nelle batterie, hanno corso al risparmio sia il giamaicano (20.28, 13/o tempo totale) sia lo statunitense (20.19, settimo). Oggi, in semifinale, si farà sul serio.
Come ha fatto il 23enne keniano Nicholas Bett nei 400 ostacoli, vincendo l'oro con la miglior prestazione mondiale 2015. Con gli Stati Uniti fuori dal podio, l'Africa torna sul gradino più alto 24 anni dopo Samuel Matete. Altro capolavoro è quello di David Rudisha, il signore degli 800 metri, campione mondiale e olimpico in carica, capace di vincere in ogni maniera.
Una “delusione grande grande” è quella dell'azzurra Grenot. Ce l'ha messa tutta, il suo obiettivo era raggiungere la finale dei 400, ma il quattordicesimo tempo in semifinale l'ha esclusa. «Pensavo di essere scesa sotto i 51 secondi - racconta l'atleta italiana, amareggiata - ho corso una bella seconda curva e sul rettilineo ho tenuto ma non è bastato. Un anno di sacrificio senza riuscire a raggiungere l'obiettivo. Penso di valere un crono migliore, ma non l'ho dimostrato nell'occasione che più contava. È massacrante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
