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Per l’Italia è un disastro: mai così male

Per l’Italia è un disastro: mai così male

Nessun podio né finalisti, appena 10,5 punti: l’ultima delusione è di Tamberi

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PECHINO. Il volto disperato di Gianmarco Tamberi dopo il terzo errore a 2 metri e 29 nella finale dell’alto è l’immagine conclusiva dell’Italia al Mondiale di Pechino. Una rassegna disastrosa per i colori azzurri, la peggiore della storia. Nessuna medaglia, un solo finalista tra pista e concorsi, un quarto posto nella maratona maschile e un quinto nella marcia femminile, per un totale di 10,5 punti. Peggio di così non poteva andare, tanto che il dt Massimo Magnani si è detto «deluso e frustrato», puntando il dito contro «l’atteggiamento passivo dimostrato da tanti azzurri. Su una pedana bagnata, Tamberi ha superato senza brillare 2.20 e 2.25, per poi arenarsi a 2.29: velleitari i primi due tentativi, meglio il terzo quando ha toccato l’asticella con i talloni in fase di richiamo. In quattro hanno superato quota 2.33, col russo Bondarenko, il cinese Zhang e il canadese Drouin senza errori. A decidere le medaglie è stato quindi lo spareggio a 2.34 che ha consegnato l’oro a Drouin, mentre Bondarenko e Zhang hanno preso l’argento.

Per l'Italia dell'atletica Pechino 2015 è stato il peggior mondiale. Dalla prima edizione, Helsinki 1983, ad oggi gli azzurri non avevano mai fatto così male. In precedenza, il limite più basso, sia in termini di finalisti che di punti, era stato toccato due anni fa a Mosca, con 6 piazzamenti nei primi otto e 18,5 punti. A riprova di una tendenza che si sperava invertita, e che invece, nei fatti, è stata accentuata. Dati severi, che vanno poi collegati ai risultati dagli italiani schierati nelle prove individuali: un solo primato personale (il 22.92 di Gloria Hooper nelle semifinali dei 200).

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