«Il Toro in Europa? Si può fare»
TORINO. Il Torino nel gruppetto delle prime può stupire. Vincente e di carattere, con tanti giovani ed una forte impronta italiana, plasmato con entusiasmo da Giampiero Ventura. Una squadra capace di...
TORINO. Il Torino nel gruppetto delle prime può stupire. Vincente e di carattere, con tanti giovani ed una forte impronta italiana, plasmato con entusiasmo da Giampiero Ventura. Una squadra capace di rifilare tre schiaffi, in 10 minuti scarsi, alla Fiorentina, che aveva tra i suoi “trofei” stagionali Chelsea, Barcellona e Milan. Ma il punto è proprio questo: il Torino non vuole più sentirsi chiamare “rivelazione”, ambisce ad una residenza fissa vicino alle prime della classe. A maggior ragione ora che Cairo festeggia i 10 di presidenza e che si avvicina il quarantennale dell'ultimo scudetto granata ('76).
«L'obiettivo del Torino - sottolinea Ventura - è quello di togliersi l'etichetta di rivelazione. Un posto nelle coppe Coppe Europee non deve essere più accolto come una sorpresa: questa deve essere la nostra dimensione».
Il sacrificio di Darmian, ora brillante titolare nel Manchester United, ha portato soldi nelle casse granata che Cairo - sembrano lontani i tempi delle contestazioni dei tifosi - ha investito in una campagna acquisti guidata con maestria da Petrachi ed ispirata dallo stesso Ventura. «Il 70% della nostra rosa è composto da Under 23 - fa notare il tecnico granata. C'è un lavoro di crescita che il gruppo deve seguire, i risultati dipenderanno in buona parte dalla voglia dei ragazzi di mettersi in discussione e sacrificarsi».
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