Montezemolo: il Gp di Monza lo guardo da casa
ROMA. «Mi dispiace moltissimo. Mi mancherà. È una gara magica». L’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, per la prima volta dopo 23 anni - «anzi, dopo una vita» - resterà a casa...
ROMA. «Mi dispiace moltissimo. Mi mancherà. È una gara magica». L’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, per la prima volta dopo 23 anni - «anzi, dopo una vita» - resterà a casa durante il Gran Premio di Monza.
In un’intervista a La Repubblica l’ex numero 1 del team di Maranello apre il libro dei ricordi, ma soprattutto replica a Bernie Ecclestone che continua ad avvertire gli organizzatori del Gp sul rischio di finire fuori dal calendario del Mondiale.
«Ma le minacce al Gp di Monza sono come il panettone a Natale, è tradizione - minimizza Montezemolo -. Ogni volta che si arriva al momento del rinnovo Bernie dice che salterà. Ma non è vero. Certo, ognuno deve fare la sua parte. Le cose belle costano e non si può pensare di non pagarle. Ma, con tutto il rispetto per Baku, pensare di non correre in Germania è già abbastanza deprimente. Perchè Monza è magica? Perchè c’è da sempre. Io la ricordo ancora prima di essere dirigente Ferrari. Ero lì nel ’66 quando vinse Scarfiotti, primo e unico italiano, ed ero lì quando vinsero Surtees e Regazzoni... Nella mia testa ho cinque fotogrammi che non dimenticherò mai. Il primo è l’arrivo dell’edizione del 1975. Clay Regazzoni che vince davanti a Fittipaldi; Niki Lauda che arriva terzo e vince il mondiale, il primo dopo 12 anni di digiuno. Il secondo nel ’96. Era un momento difficilissimo. Schumacher, l’uomo su cui avevamo puntato per il rilancio dopo 21 anni di digiuno, era alla prima stagione con noi. E aveva avuto un paio di momenti difficili. Si era fermato in Canada e a Magny Cours. Da Torino mi avevano chiesto la testa di Todt e io l’avevo difeso minacciando le dimissioni».
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