“Arrogutottu” Langella spinge il sogno rossoblù
Parla uno dei protagonisti della squadra che undici anni fa spezzò il sortilegio «Il Cagliari parte tra le favorite ma la Serie B è lunga e faticosa, ci vuole pazienza»
SASSARI. “Arrogutottu” tifa Cagliari. Undici anni dopo aver firmato da protagonista la promozione in Serie A , Antonio Langella prova a spingere la sua ex squadra a ripetere l’impresa: «Credo che possa farcela, questo Cagliari è stato costruito bene ed è sicuramente nel gruppo delle squadre favorite. Consigli da dare? Nessuno, non hanno certo bisogno dei miei consigli». Undici anni fa i rossoblù allenati da Reja furono autori di una cavalcata esaltante, chiudendo in vetta col Palermo con un bottino di 83 punti. Era una squadra molto sarda e anche molto glamour, illuminata dalle magie di Gianfranco Zola e con un gruppo di giocatori legatissimo alla Sardegna per tanti motivi: Zola, aapunto, poi Langella, Esposito, Festa, Suazo, Conti, Lopez, Abeijon. La promozione spezzò un sortilegio di quattro anni, ora l’obiettivo è non aspettare così tanto e tornare immediatamente al piano più alto. E Antonio Langella ha una sola ricetta: «Si può fare. Ma ci vuole soprattutto pazienza».
Che tipo di campionato è la Serie B?
«La prima cosa che mi viene in mente è che è un campionato lungo, estenuante, in certi momenti pensi davvero che non finirà mai. Un campionato nel quale, inoltre, ci sono sempre molte squadre attrezzate per disputare una stagione di vertice. E infatti ogni domenica, se abbassi la guardia, puoi perdere contro chiunque, non ci sono partite scontate. Sicuramente il fattore fisico è preponderante e può fare la differenza, per questo è importante attrezzarsi con una rosa lunga e competitiva».
Il suo Cagliari volò anche con l’entusiasmo di un’intera isola.
«Il Cagliari ha questa caratteristica: ha un sostegno incredibile da ogni parte della Sardegna. So cosa vuol dire, mi ricordo che già dalle prime partite giocate a Tempio sentimmo il calore dei nostri tifosi».
Ha seguito la stagione scorsa, culminata con la retrocessione?
«Mi è dispiaciuto molto vedere il Cagliari perdere quella Serie A che io e i miei compagni avevamo conquistato, purtroppo nello sport capitano queste annate storte anche senza motivi precisi».
Scommettiamo sul Cagliari allora?
«L’importante è non dare nulla per scontato. Il Cagliari ha sicuramente una buona rosa ma da sola non basta, bisogna giocare e vincere le partite. Anche noi eravamo una grande squadra ma abbiamo faticato non poco e a un certo punto abbiamo rischiato anche di non farcela».
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