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“Arrogutottu” Langella spinge il sogno rossoblù

di Roberto Sanna
“Arrogutottu” Langella spinge il sogno rossoblù

Parla uno dei protagonisti della squadra che undici anni fa spezzò il sortilegio «Il Cagliari parte tra le favorite ma la Serie B è lunga e faticosa, ci vuole pazienza»

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SASSARI. “Arrogutottu” tifa Cagliari. Undici anni dopo aver firmato da protagonista la promozione in Serie A , Antonio Langella prova a spingere la sua ex squadra a ripetere l’impresa: «Credo che possa farcela, questo Cagliari è stato costruito bene ed è sicuramente nel gruppo delle squadre favorite. Consigli da dare? Nessuno, non hanno certo bisogno dei miei consigli». Undici anni fa i rossoblù allenati da Reja furono autori di una cavalcata esaltante, chiudendo in vetta col Palermo con un bottino di 83 punti. Era una squadra molto sarda e anche molto glamour, illuminata dalle magie di Gianfranco Zola e con un gruppo di giocatori legatissimo alla Sardegna per tanti motivi: Zola, aapunto, poi Langella, Esposito, Festa, Suazo, Conti, Lopez, Abeijon. La promozione spezzò un sortilegio di quattro anni, ora l’obiettivo è non aspettare così tanto e tornare immediatamente al piano più alto. E Antonio Langella ha una sola ricetta: «Si può fare. Ma ci vuole soprattutto pazienza».

Che tipo di campionato è la Serie B?

«La prima cosa che mi viene in mente è che è un campionato lungo, estenuante, in certi momenti pensi davvero che non finirà mai. Un campionato nel quale, inoltre, ci sono sempre molte squadre attrezzate per disputare una stagione di vertice. E infatti ogni domenica, se abbassi la guardia, puoi perdere contro chiunque, non ci sono partite scontate. Sicuramente il fattore fisico è preponderante e può fare la differenza, per questo è importante attrezzarsi con una rosa lunga e competitiva».

Il suo Cagliari volò anche con l’entusiasmo di un’intera isola.

«Il Cagliari ha questa caratteristica: ha un sostegno incredibile da ogni parte della Sardegna. So cosa vuol dire, mi ricordo che già dalle prime partite giocate a Tempio sentimmo il calore dei nostri tifosi».

Ha seguito la stagione scorsa, culminata con la retrocessione?

«Mi è dispiaciuto molto vedere il Cagliari perdere quella Serie A che io e i miei compagni avevamo conquistato, purtroppo nello sport capitano queste annate storte anche senza motivi precisi».

Scommettiamo sul Cagliari allora?

«L’importante è non dare nulla per scontato. Il Cagliari ha sicuramente una buona rosa ma da sola non basta, bisogna giocare e vincere le partite. Anche noi eravamo una grande squadra ma abbiamo faticato non poco e a un certo punto abbiamo rischiato anche di non farcela».

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