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Grinta e tattica «Sono Rastelli, lo specialista»

di Mario Frongia
Grinta e tattica «Sono Rastelli, lo specialista»

Il tecnico è ottimista: «Saremo promossi ma serviranno unità, sacrificio e un gran tifo»

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CAGLIARI. “Se perdiamo è meglio starmi lontano. Divento un orso. Se vinciamo? Pizza per tutti, due ore di relax e poi testa alla prossima partita”.

Nel Cagliari del new deal, Massimo Rastelli ha firmato un triennale. Campano di Torre del Greco, 46 anni, una carriera tra B e A da calciatore, l’esordio in panca a Castellamare di Stabia direttamente dal campo: “So cosa provano i tifosi, la società e l’ambiente: con la Juve Stabia sono retrocesso da giocatore e ripartito da allenatore. Tutto è in salita, toni grigi e fatica che pesa il doppio. In più il Cagliari è anche club e terra di grandi tradizioni. Ecco perché - spiega il tecnico rossoblù - chiedo un approccio speciale: ci saranno momenti difficili, dovremo essere bravi a mitigare i danni”. Rastelli non si nasconde: “Play off? Dobbiamo fare almeno 75 punti e andare in A tra le prime due”.

Per il debutto in casa con il Crotone l’allenatore del Cagliari, glissa sugli otto assenti: “Sei in nazionale, più Melchiorri squalificato e Ceppitelli infortunato: ce ne faremo una ragione. Capiterà anche più avanti”.

Inghippi o meno, si parte per centrare il bersaglio grande?

“Sì, siamo ben attrezzati, la società mi ha accontentato, il torneo è duro, logorante e ci sarà bisogno di tutti. Va imposto il nostro gioco, rispettando gli avversari: in B tieni palla per 70’ e perdi sull’unico tiro in porta al 93’”.

Il Cagliari, per i suoi colleghi e i commentatori, è la “Juve della B”. La disturba?

“No e non mi mette pressione. Lo sappiamo, con noi giocheranno tutti per fare la partita della vita. Dobbiamo partire al top da subito”.

Insomma, ottimista?

“Sì. Dal 12 luglio lavoriamo sodo, guido ragazzi motivati e con gli attributi”.

Giulini l’ha presa perché ha la cazzimma, mix di abilità e furbizia tipica di chi non molla. Quanto conta da qui al 20 maggio?

“Metterò tutto me stesso nel progetto: il Cagliari merita la A. Ho trovato sensazioni giuste, in campo e fuori. Il pubblico sarà decisivo. Con i risultati dovremo portarci dietro la tifoseria, sarà fondamentale”.

Perché ha scelto il Cagliari? “Un’opzione unica con un progetto solido. Il presidente Giulini non ha dovuto insistere. Passo da anni le vacanze in Sardegna, ho conosciuto tanta gente per bene. La città conferma”.

Da chi dovete guardarvi?

“Spezia, Cesena, Perugia, Avellino, Bari e Salernitana”. L’organico è al top?

“Ho chiesto due pedine per ruolo, in 42 partite ci sarà spazio per tutti. Siamo al completo».

Quanto le somiglia questo Cagliari?

“Si vede già qualcosa di come intendo il calcio: squadra propositiva, cerca la palla, quando ce l’ha non la spreca. Ringrazio nuovi e veterani: vedo spirito di sacrificio, personalità e voglia di dare il massimo”. Qual è l’sms tattico alla squadra?

“Reparti corti e in equilibrio, per aiutarci se la palla l’hanno gli altri. Quando l’abbiamo noi, voglio rapidità e inventiva”.

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