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Tifosi da tutto il nord Sardegna per applaudire i campioni

Tifosi da tutto il nord Sardegna per applaudire i campioni

OLBIA. L’atmosfera si fa calda. La Dinamo sbuca dallo spogliatoio e le tribune esplodono di passione. Ci sono genitori con i bambini appresso, giocatori e allenatori di squadre locali, uomini e donne...

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OLBIA. L’atmosfera si fa calda. La Dinamo sbuca dallo spogliatoio e le tribune esplodono di passione. Ci sono genitori con i bambini appresso, giocatori e allenatori di squadre locali, uomini e donne sedotti dal mito biancoblù. E poi tanti ragazzi. Olbiesi soprattutto, ormai tifosi doc. Come Dario De Pol, 23 anni, studente. «Io la seguo dai tempi della B1. Da piccolo giocavo a basket, nella Santa Croce, e la Dinamo è sempre stata un punto di riferimento. Poi da quando è salita in serie A l’interesse è ovviamente aumentato. Ho pure visto qualche partita dei playoff contro Milano, a Sassari». Dario De Pol è anche corso ad accogliere la Dinamo campione d’Italia all’aeroporto Costa Smeralda, di ritorno da Reggio Emilia. «A Olbia un po’ di interesse c’è sempre stato. Inizialmente era minimo, trattandosi di una squadra di un’altra città – continua – Ma in occasione dello scudetto la passione ha contagiato molte più persone. Quando la squadra è sbarcata all’aeroporto di Olbia a salutarla siamo accorsi in mille». Il pubblico del Geopalace è formato da quasi un migliaio di persone. Canta, esulta a ogni canestro, regala applausi scroscianti. A fare il pieno di ovazioni sono soprattutto i volti più conosciuti, i reduci della squadra che ha vinto lo scudetto: Brian Sacchetti, Logan, Devecchi, Formenti. La gente li riconosce e li acclama. Diversi i tifosi che hanno percorso non pochi chilometri per non perdersi il debutto della Dinamo con lo scudetto stampato sul petto. Ci sono volti noti (lo scrittore Flavio Soriga), tifosi sassaresi (in tribuna svetta lo striscione del Commando, che canta “i campioni dell’Italia siamo noi”) e pure molte persone arrivate dai paesi. Come Salvatore Putzu, di Oschiri. «Sempre seguita, anche quando andava male e non giocava in serie A – racconta con orgoglio -. Non mi perdo una partita. Sono venuto a Olbia e andrò anche al torneo di Sassari». .

Dario Budroni

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