«Un illecito compiuto da fantasmi»
Antonio De Rensis prepara il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni
SASSARI. Sorpresa, indignazione ma ancora tanta voglia di combattere. Il primo commento di Antonio De Rensis, legale della Torres, alle motivazioni che hanno condannato la società sassarese alla serie D è lapidario: «Ho letto tredici cartelle di nulla. I giudici non portano una sola prova che giustifichi la condanna e sono sicuro che ci sono ampi margini per proporre ricorso al Collegio di Garanzia del Coni».
Per il legale la combine non è mai esistita tanto che nelle motivazioni si parla del ruolo di Capitani ma non si spiega chi e come avrebbe aggiustato il risultato: «Stiamo parlando di un illecito compiuto da fantasmi. Sono motivazioni che non aggiungono nulla a una vicenda che a me sembra chiarissima».
«Piuttosto - ha aggiunto l’avvocato De Rensis - mi amareggia molto questa insistenza nel voler far partire a tutti i costi i campionati. La Torres ha diritto al terzo grado di giudizio e deve essere messa nelle stesse condizioni delle altre squadre. Mi auguro di trovare un giudice che abbia il coraggio di esaminare serenamente la situazione e che restituisca dignità a una città e a una squadra che non merita questo trattamento. Personalmente sono convinto che i campionati non dovessero partire. Ma la scelta della Federazione non ci impedirà di portare avanti la nostra battaglia».
Anche dal punto di vista “tecnico” De Rensis non nasconde una certa sorpresa. «Il collegio ha azzerato un principio giuridico - quello della certezza della prova aldilà di ogni ragionevole dubbio - contraddicendo una regola fondamentale del diritto. La Torres non è la prima squadra che difendo ma una cosa del genere non mi era mai capitata. Ripeto, non vedo nulla che possa giustificare un accanimento così pesante nei confronti della società sassarese».
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