Aru perde altri 3” ma non la speranza
La Vuelta: tappa al francese Gougeard, oggi l’ultimo arrivo in salita prima della passerella finale lungo i viali di Madrid
MADRID. La 19esima e penultima tappa della Vuelta di Spagna conferma che Tom Domoulin, forse, è troppo forte per Fabio Aru che, non solo non è riuscito a riprendersi la maglia rossa, o magari a ridurre ulteriormente il proprio distacco dall'olandese che guida la classifica generale, ma ha visto raddoppiare il proprio ritardo che, da 3” - sul traguardo di Avila - è salito a 6”. E meno male che il sardo dell'Astana, sull'ultima salita in pavè, è riuscito a resistere disperatamente al violento attacco dell'olandese, che è partito a 2 mila metri dal traguardo e si è trascinato dietro solo Dani Moreno. Non Aru, però, che è rimasto attardato e, solo negli ultimi metri, è riuscito a riavvicinarsi al rivale, ma non a evitare di perdere secondi preziosi.
Oggi, nella tappa che da San Lorenzo de El Escorial porterà a Cercedilla, e che prevede cinque scalate (quattro delle quali intorno al 1.800 metri d'altezza), Aru si giocherà tutto. Rispetto a Domoulin avrà dalla sua una squadra più forte, in grado di supportarlo su ogni asperità, di garantirgli un supporto di livello. L'olandese, invece, possibili alleanze a parte, sarà solo contro il team kazako e dovrà difendersi con il cuore, le gambe, la testa, se vuole portare fino a Madrid la “camiseta rubia”. Ieri intanto si è messo in luce un francese, Alexis Goudeard, 22enne della Ag2r La mondiale, che ha vinto staccando tutti e ricalcando le orme di altri illustri connazionali che hanno scritto pagine indelebili nella storia del ciclismo: anche loro, da Laurent Fignon a Laurent Jalabert, hanno trionfato ad Avila. Goudeard ha staccato pure i compagni di fuga e si è presentato da solo sul traguardo, seguito a una quarantina di secondi dal portoghese della Lampre-Merida, Nelson Oliveira, quindi da Monfort, Amador, Machado e Moinard, poco più indietro. Il gruppo dei big è arrivato con oltre un quarto d'ora di ritardo ed è stato regolato da uno scatenato Domoulin: anche lui oggi si giocherà tutto. O vincerà la Vuelta, oppure rischia di perdersi fra le ultime montagne, prima dell'epilogo madrileno. Lo si potrà scoprire soltanto al termine di una tappa massacrante, ma con un arrivo in discesa. Anche le strategia avranno la loro importanza, oltre alle residue risorse di chi punta al trionfo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google