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Francesco Marroccu riparte dall’Ascoli con nuovi stimoli

Francesco Marroccu riparte dall’Ascoli con nuovi stimoli

CAGLIARI. «È giusto che la società riparta da facce nuove». Francesco Marroccu il 25 maggio scorso saluta così il Cagliari. Dimissioni e silenzio tombale. L’uscita in punta di piedi, a un turno dalla...

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CAGLIARI. «È giusto che la società riparta da facce nuove». Francesco Marroccu il 25 maggio scorso saluta così il Cagliari. Dimissioni e silenzio tombale. L’uscita in punta di piedi, a un turno dalla fine del torneo con i rossoblù già in B, chiude una collaborazione decennale. Massimo Cellino lo pesca a Nuoro. Chiamato da Virgilio Perra, muove al “Quadrivio” i primi passi nei mercati di serie D e Lega Pro. L’arrivo in A lo catapulta nel mondo celliniano: con l’attuale patron del Leeds affina tecniche e metodiche. Fa il team manager.

Parte a Coverciano, è tra i migliori al corso per direttori sportivi. Torna in viale La Playa e trova la promozione: direttore generale. Cellino gli dà le chiavi del Cagliari. Non si saprà mai con quali margini, ma le manovre firmate da Marroccu, aumentano. Cagliaritano, classe ’66, studi in medicina, pluricampione italiano universitario con il Cus Cagliari, nasce nel vivaio della Sigma di via Castiglione e indossa, tra le altre, le maglie di Gialeto e Atletico Elmas. Mediano dai mille polmoni: «Quelli bravi erano gli altri: Io, modesto tecnicamente, correvo e parlavo: con i compagni, l’arbitro, gli avversari». ricorda spesso.

Insomma, doti relazionali, capacità di gestire la tensione nelle trattative, calcio da colazione a cena per trovare pedine utili alla causa. Da sabato è il direttore sportivo dell’Ascoli. Contratto fino al 30 giugno 2017. Con una certezza: sarà avversario della squadra di Rastelli. Nel mondo pallonaro capita. Le bandiere si arrotolano, i sentimenti sfumano, il mercato chiama. Ci si ritrova di fronte. Meglio non formalizzarsi. Il manager riparte dai bianconeri.

Dopo il feeling iniziale con Giulini&Co, il rapporto si deteriora. Tra i motivi, il richiamo di Zeman per cacciare Zola. Ma anche Gonzalez, Diakitè, Husbauer, Cop non hanno lasciato grandi ricordi. Marroccu, a bocce ferme, ha poi ammesso che con Magic box ci si sarebbe potuti salvare. È andata. L’Ascoli trova un professionista preparato e conoscitore della categoria. Levigato da esperienze in Championship al Sunderland, e in Portogallo: al Beira Mar firma un triennale e ingaggia vari italiani. A giugno 2014 lo chiama Giulini. Saluta gli iberici e corre ad Asseminello. Ora, il passato va in archivio. Il presente è nelle Marche.

Mario Frongia

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