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Villacidro aspetta soltanto di abbracciarlo

di Luciano Onnis
Villacidro aspetta soltanto di abbracciarlo

Dopo la grande felicità di sabato ieri solo brindisi nei bar. I tifosi: «La festa rimandata a ottobre»

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VILLACIDRO. «Niente feste particolari, per ora. Giusto qualche birra in più per ricordare questo grande momento». Al bar di via Gennaro Murgia i tifosi di Fabio Aru scherzano e brindano. Del resto la gioia l’hanno sfogata sabato, quando il loro beniamino ha assestato il colpo vincente riconquistando la maglia rossa di leader della Vuelta. Ieri era solo una formalità, che il ciclista sardo ha sbrigato come tutti si aspettavano. Villacidro insomma ora aspetta solo il ritorno del suo campione. «Ha promesso che verrà a ottobre – dice Marco Cocco, il presidente del fan club Aru – e in quella occasione, state certi che organizzeremo una festa mai vista in onore del nostro campione e nostro concittadino».

Ieri dunque, Villacidro ha vissuto la giornata dell’incoronazione di Aru a re della Vuelta in maniera quasi sonnacchiosa. La cittadina del Linas era quasi vuota. E, inoltre, la festa dell’Unità aveva smobilitato, dopo che sabato tutti si erano raccolti davanti al maxi schermo allestito per l’occasione, per assistere al capolavoro di Aru. Dunque ieri la tappa finale è stata vissuta nell’intimità domestica, o al massimo in alcuni bar che dispongono di maxi schermo. Restano però le reazioni d’orgoglio di una intera comunità.

«Questa di Fabio è una festa di tutti, non ci sono colori politici che tengano – ha ripetuto l’euforica sindaco Teresa Pani -. Personalmente provo un sentimento di grande emozione. Fabio è un grande sotto tutti gli aspetti: atleta sensazionale, forte, indomabile, coraggioso. Come persona posso solo dire che è un ragazzo d’oro, esemplare nella sua modestia, nella generosità, nei suoi valori umani. Lo aspettiamo a Villacidro per tributargli i giusti onori. Non mancheranno i riconoscimenti istituzionali da parte dell’amministrazione comunale. Siamo orgogliosissimi di lui, è il fiore all’occhiello di Villacidro e di tutta la Sardegna».

Il sindaco l’aveva definito nei momenti successivi alla tappa decisiva di sabato «Il nostro Cavaliere dei Quattro Mori». Un eroe sportivo che la cittadina si tiene stretto e ora aspetta solo che “Fabietto nostro” arrivi per tributargli un’accoglienza indimenticabile. Un campione fatto in casa, cresciuto anche ciclisticamente alle falde del “Monti Mannu” e ora diventato un campione di levatura mondiale. C’è da essere certi che nel salotto buono della città, a ottobre, organizzeranno qualcosa di straordinario per onorare Aru. Ma pensando già al futuro del loro campione. A 25 anni, infatti, c’è tempo per sognare altre grandi imprese, a cominciare dal successo al Giro d’Italia che per due volte lo ha visto comunque già protagonista».

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