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Il New York Times celebra Porto Cervo «Yacht club super»

di Guido Piga
Il New York Times celebra Porto Cervo «Yacht club super»

Un ampio servizio del quotidiano sulla Costa Smeralda «Ha cambiato il mondo della vela, è un modello per tutti»

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POROTO CERVO. Un modello. Lo Yacht club Costa Smeralda è da prendere a esempio. Non solo per l’organizzazione dei grandi eventi velici - come la Rolex Cup, appena conclusa, la massima sfida mondiale tra i maxi yacht - ma anche per la cura nell’accoglienza turistica.

Chi lo sostiene? Il giornale considerato il numero uno: il New York Times. Proprio in questi giorni, il quotidiano ha dedicato allo Yacht club un ampio servizio. Nella sua breve esistenza - il club è stato fondato nel 1967, prima sede al vecchio molo di Porto Cervo, alla maison du Port, mentre i club inglesi e americani sono nati tra la metà dell’800 e i primi del’900 - la creatura dell’Aga Khan è stata capace, come sostiene il New York Times, di influenzare non solo il modo di gareggiare ma anche il livello del servizio e dell’ospitalità a terra, che adesso è di quel livello in tutti i grandi eventi velici.

Tutto in meno di cinquant’anni, per il quotidiano di New York, che fu uno dei primi, nel luglio del 1963, a raccontare al mondo la nascita della Costa Smeralda, quando di Sardegna si parlava solo per l’industrializzazione (già avviata) e il banditismo.

Il New York Times ha raccolto anche alcune testimonianze. Tra queste, c’è quella di Bruno Trouble, l’inventore della Louis Vuitton Cup. Quello di Porto Cervo è ancora un piccolo club rispetto a quelli più influenti - ha detto Trouble - ma questo (la Costa Smeralda, più le acque dell’arcipelago della Maddalena) «è un posto incredibile per navigare e divertirsi. È la cartolina più costosa del mondo».

Il giornalista del Nyt, Chris Museler, ha fatto poi la storia del club. Dalla nascita nel molo vecchio alla nuova struttura, inaugurata nel 1997 e poi ristrutturata agli inizi degli anni Duemila. Un restyling che è stato necessario anche per accogliere le barche sempre più grandi. I maxi yacht, insomma. Come ha confermato Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club. Le barche sono sempre più grandi e noi, ha spiegato, stiamo «seguendo la naturale evoluzione della flotta in tutto il mondo e le aspettative dei proprietari».

Un’evoluzione confermata, al New York Times, anche da uno storico del mondo della vela e delle sue sfide, John Rousmaniere. Per il quale i grandi proprietari cercavano un posto nel Mediterraneo (inteso come struttura) in cui gareggiare e l’hanno trovato proprio a Porto Cervo, proprio grazie agli investimenti dello Yacht Club Costa Smeralda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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