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Berlusconi: «Balotelli promosso»

Berlusconi: «Balotelli promosso»

Il patron parla dopo la vittoria sul Palermo: «Lo vedo tranquillo»

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MILANO. Dalle lodi al «nuovo Balotelli» che non fa rimpiangere Ibrahimovic all’ammissione che la figlia Barbara «c’è rimasta male» per lo stop al nuovo stadio, fino al piano di ricavare «più di 100 milioni all’anno» commercializzando in Asia il brand con Bee Taechaubol: Silvio Berlusconi ha affrontato presente e futuro del mondo rossonero, dopo aver vissuto in tribuna (con gli occhiali da vista) la vittoria sul Palermo e aver cenato con Adriano Galliani. Si parte da Balotelli, che «per quanto ha fatto vedere in questo scorcio di stagione potrebbe fare» il titolare. «Dio voglia che sia diventato il Balotelli che speriamo tutti – sorride Berlusconi –. Non sta sbagliando un pallone. Lo sento ogni tanto al telefono, mi sembra tranquillo, sereno. Credo che abbia raggiunto il giudizio dell’età calcisticamente matura. Può ricoprire i tre ruoli d’attacco indifferentemente: prima, seconda punta e lo vedo anche come trequartista».

Tralasciando il rimpianto Dybala («Servivano complessivamente 60 milioni, puro Monopoli...»), era un altro il sogno estivo del Milan. «Ibrahimovic sperava di tornare, poi il Psg non l’ha lasciato andare e li capisco - spiega l’ex Cavaliere -. Ma è arrivato Balotelli, il nuovo Balotelli. Talvolta penso sia suo fratello. Vale come Ibra? Beh, ha molti meno anni. Lo svedese può tornare l’anno prossimo? Non so, perché io e Ibra invecchiamo». Hanno 29 e 19 anni i due eroi del 3-2 al Palermo, Bacca («Ha senso del gol, è molto serio nella vita, ha una grande fede religiosa. Mi piace molto») e il quasi esordiente Calabria. «Ha conquistato gli spalti con un intervento più bello dell’altro, da applausi. È un prodotto del nostro vivaio, quindi evviva», esulta Berlusconi, «soddisfatto» del centrocampo, del «ritrovato Montolivo che ha distribuito palloni da vero regista, alla Pirlo» e di Kucka, che è costato meno di un decimo di Kondogbia. Complessivamente Berlusconi si dice «soddisfatto e speranzoso» per la sua squadra, che giudica da vertici della classifica e in cui già vede la mano di Mihajlovic, «nel comportamento generale, nella preparazione atletica, nella compattezza dello spogliatoio. L’allenatore ha infuso in tutti una grande voglia di vincere».

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