Andrea Mura si arrende la sua barca è in vendita
Il velista cagliaritano ammaina la bandiera dei quattro mori: è la fine di un sogno Niente “Transat Jack Vabre” per il suo nuovo Imoca 60, costi troppo alti
CAGLIARI. Andrea Mura ammaina la bandiera dei quattro mori e mette in vendita il nuovissimo Imoca 60, varato il mese scorso a Lorient, in vista della Transat Jack Vabre, regata atlantica che salperà da Le Havre, dalla Francia, per raggiungere Itajai, Brasile, valida come qualificazione alla Vendée Globe, l’Everest delle regate oceaniche. Lo skipper cagliaritano, protagonista di tante imprese in Atlantico (tra cui la Route du Rhum, vinta all’esordio in Atlantico con Vento di Sardegna, e l’Ostar), si ritira dal giro del mondo in solitario senza scalo, in programma nel 2016.
Una notizia clamorosa, quella annunciata ieri da Le Sarde Srl, management company, la società nata per supportare la sfida italiana alla Vendée Globe: «È stata una decisione difficile, conseguente ai tentativi infruttuosi di raccogliere la restante parte dei fondi necessari a supportare il programma sportivo di 4 anni», ha comunicato l’ufficio stampa di Andrea Mura. Un gioiello della tecnologia, davvero innovativo, il nuovo Imoca 60, disegnato da Verdier e costruito nei cantieri Persico Marine di Bergamo, proprio per lanciare la sfida e partecipare alla prossima edizione della Vendée Globe. Un progetto costato alcuni milioni di euro, trovati attraverso sponsor privati ma sufficienti solo per costruire l’imbarcazione ma non per farla navigare e partecipare alle regate più prestigiose e impegnative del mondo, come appunto la Vendée Globe, dove hanno iscritto il loro nome tutti i big del gotha della vela oceanica come i navigatori transalpini Vincent Riou, Michel Desjoyaux, Francoise Gabart, tanto per fare qualche nome.
«Ma non è stato poi possibile individuare un main sponsor in tempo per il set up e la preparazione della Transat Jacques Vabre 2015».
La mancata partecipazione alla Vendée Globe è la fine di un sogno per Andrea Mura, che si sente tradito dalle istituzioni. Soprattutto dalla Regione Sardegna, con la quale nei mesi scorsi aveva intrapreso una serie di contatti, sfociati in un incontro con l’assessore al turismo Francesco Morandi, che sembrava avere recepito l’accorato appello lanciato lo scorso luglio durante una conferenza stampa tenuta nella sede della Lega Navale di Cagliari, dove spiccava il messaggio urlato dallo skipper sardo: Sardegna, non mi lasciare a terra.
«C’è amarezza per questo stop, ma la mia indole – afferma nel comunicato Le Sarde (così ha battezzato la stampa francese lo skipper isolano) – mi porta a cercare sempre nuove sfide. Andrea Mura non finisce con il progetto Vendée, ho già in mente nuovi traguardi agonistici da raggiungere e record da battere...».
Sergio Casano
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