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Arzachena uber alles ma Mauro Giorico predica prudenza

Arzachena uber alles ma Mauro Giorico predica prudenza

«Non dobbiamo lasciarci distrarre dalla classifica Il campionato è solo all’inizio e le big verranno fuori»

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ARAZACHENA. Nonostante il primo posto solitario, l’allenatore dell’Arzachena Mauro Giorico non guarda la classifica e tantomeno il fatto che la sua squadra abbia messo in carniere dieci punti in quattro giornate, frutto di tre vittorie (Ostiamare e San Cesareo in casa e Castiadas in trasferta) e un pareggio (a Budoni nella giornata d’esordio). Domenica capitan Bonacquisti e compagni hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, ma alla fine è arrivato lo stesso un successo che è il terzo consecutivo. Ma cosa è successo all’Arzachena soprattutto nel primo tempo nella gara giocata contro il San Cesareo. La risposta è affidata a mister Giorico. «Siamo all’inizio della stagione e ancora non abbiamo, come del resto le altre squadre, i novanta minuti nelle gambe. Se a questo si aggiunge che il calendario ci ha riservato tre partite in sette giorni: ecco svelato il perché di questo primo tempo in cui non abbiamo giocato al meglio. Nella ripresa invece la squadra è uscita alla distanza e la vittoria è arrivata».

Mister Giorico, con questi tre punti la sua squadra mantiene il primo posto solitario nel girone G, ma qual è l’obiettivo che vi siete prefissati?

«Siamo partiti con l’obiettivo di ripetere la scorsa stagione, guardando prima di tutto di arrivare a quota 40, poi vedremo che cosa arriverà. Ci piacerebbe rimanere nella parte sinistra della classifica, siamo primi ma è ancora presto, visto che ci sono squadre meglio attrezzate di noi, soprattutto perché hanno una panchina più lunga rispetto alla nostra. Tra le sarde vedo bene l’Olbia che può recitare un ruolo da protagonista sino alla fine, la Torres se completa la rosa e la Nuorese che già era abbastanza forte e adesso con l’arrivo di un giocatore sprecato per questa categoria come Verachi è diventata un’altra pretendente alla vittoria finale. A queste bisogna aggiungere la Viterbese, il Grosseto, l’Ostiamare, l’Albalonga e il Rieti».

Paolo Muggianu

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