Fabio Aru è terzo alla Milano-Torino «Come una vittoria»
Ciclismo. Il re della Vuelta felice per il successo di Rosa «È un amico, lo meritava. Abbiamo lavorato tutti per lui»
TORINO. Tante bandiere dei Quattro mori, sulla salita di Superga, la rampa che chiudeva l’edizione 2015 della Milano-Torino, tutte per Fabio Aru, vincitore della Vuelta rientrato in gara mercoledì alla tre Valli Varesine e ieri atteso protagonista nella classica fra Lombardia e Piemonte. Aru è arrivato terzo, dando una dimostrazione di forza nel finale, ma è stata come una vittoria perché a tagliare per primo il traguardo è stato l’amico e compagno di squadra dell’Astana Diego Rosa.
Rosa ha piazzato la zampata decisiva a poco meno di tre chilometri dall’arrivo, sulla seconda ascesa al Colle di Superga. Il suo attacco ha tagliato le gambe ai vari Majka, Pinot e Poels, mentre Aru si è ben guardato dall’andare a riprendere il compagno di squadra, e per il 26enne piemontese è arrivata la prima vittoria fra i pro. Il corridore del team Astana ha preceduto di 16” Rafal Majla (Tinkoff-Saxo) mentre sul gradino più basso del podio è salito Aru: : il vincitore dell’ultima Vuelta ha tagliato il traguardo a 18” da Rosa. Nella Top Ten anche Damiano Cunego (6 ), Domenico Pozzovivo (7 ), Giovanni Visconti (8 ) e Davide Villella (10 ).
«Sapevo di stare bene - racconta Rosa al traguardo - Di solito io lavoro per la squadra, per me quella di oggi è stata una grande opportunità. Inoltre io vivo vicino ad Alba, quindi c’erano un sacco di miei tifosi sulla strada ad incitarmi. Questa è la mia prima vittoria da professionista e vincere qui a Torino è davvero speciale. Devo ringraziare la squadra per il lavoro svolto. Ora vediamo quello che possiamo ottenere insieme domenica al Lombardia».
Soddisfatto e sorridente anche Fabio Aru: «Se vince un compagno che è anche un amico la felicità è impagabile – ha detto subito dopo la gara il Cavaliere dei Quattro mori –. Ho esultato per la vittoria di tappa di Paolo Tiralongo al Giro, esulto oggi per diego, che se l’è meritata tutta. Quando ho visto che ha attaccato ed era solo ho pregato per lui, Diego ha un motore incredibile e ha sempre aiutato la squadra, oggi era giusto che fossimo noi ad aiutare lui».
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