Sacro Cuore, isola felice: il calcio batte anche la crisi
La società di Latte Dolce non fa pagare quote ai bambini durante la stagione «In cambio chiediamo loro soltanto che si impegnino e si divertano sempre»
SASSARI. Lo scorso 7 settembre, primo giorno di allenamento per la Asd Sacro Cuore Sassari calcio, il dirigente Lucio Sechi postava così sulla pagina Facebook ufficiale: «Il primo giorno di scuola per i nostri calciatori in erba è andato. Vi ringraziamo per essere stati con noi e speriamo che vi siate divertiti». Il divertimento dei ragazzi rappresenta l'obiettivo della società, che si fa carico di tutte le spese: per i bambini, infatti, la stagione è gratis: «La crisi non risparmia nessuno, le situazioni e contingenze sono tante ma non riteniamo giusto che a farne le spese possano essere i bambini – afferma il vice presidente Fabio Cabeccia -. Il nostro scopo, l'idea di Don Pietro, è togliere i ragazzi dalla strada, far fare loro sport facendoli stare bene e facendo stare tranquilli i genitori – prosegue -. In cambio chiediamo in primis il loro divertimento, il loro impegno, la loro presenza agli allenamenti». Nessuno degli allenatori percepisce un compenso, così è per statuto. Non ci sono quote di iscrizione (praticamente simboliche), sono don Pietro e i sette dirigenti/allenatori a provvedere a tutto, a seconda dei casi.
Una società indissolubilmente legata al suo quartiere, Latte Dolce, alla parrocchia e al suo gruppo scout. Un calcio che sa di oratorio,che non guarda ad altro se non alla voglia che un bambino ha di tirare calci ad un pallone: «Noi non organizziamo leve, accogliamo chiunque voglia giocare, a prescindere dal fatto che sappia farlo o meno. Altrove non giocherebbero, da noi si. Sempre – spiega Sechi -. Quel che conta è che ci sia la volontà, perché noi siamo assolutamente disposti a insegnare. Senza selezioni, distinzioni o esclusioni di sorta».
Anima e motore del progetto è Don Pietro Faedda, il presidente del giovane sodalizio sassarese, ispiratore e guida materiale per la dirigenza, gli allenatori e i ragazzi della Sacro Cuore. Da quest'anno le squadre si allenano nel nuovo campo di Baddimannitta, i baby calciatori sono circa una trentina ma il numero è in crescita. Porte aperte a tutti, bambini e bambine: un calcio al pallone, ed uno alla crisi. Si perché con discrezione, sensibilità e grande professionalità la Sacro Cuore non fa mai una questione di soldi o quote il far giocare a calcio i suoi ragazzi. Una realtà sana e bella, che partecipa al Progetto Scuola del Coni e, nei cinque anni di attività, si è rivelata anche vincente. «Abbiamo vinto un campionato giovanile, partecipato con successo a diversi tornei – dice Cabeccia -. Al Città di Ittiri abbiamo perso 2-1 con il Cagliari di Matteoli: è stata una soddisfazioni per i ragazzi».
Giovanni Dessole
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