«Sarà divertente giocare con lo scudetto sul petto»
A due giorni dall’esordio il gm del Banco Pasquini racconta le sue emozioni «Sì, ogni tanto penso all’anno scorso ma è tempo di lavorare su questo gruppo»
SASSARI. Una giornata speciale per tutti, la prima di campionato con lo scudetto sul petto. Da domenica la Dinamo andrà in campo sapendo che altre 15 squadre proveranno di volta in volta a batterla per portare a casa uno scalpo prestigioso e alcune di quelle puntano anche al bersaglio grosso, scucirle lo scudetto dalla maglia. Un’avventura prestigiosa ricca di onori e oneri che si concluderà nei playoff, alla fine della primavera, ma adesso siamo appena all’inizio dell’autunno e c’è il brivido della prima palla a due. Brividi speciali anche per il general manager Federico Pasquini, il gm biancoblù che da dietro la scrivania ha diretto le operazioni che in questi anni hanno visto la Dinamo passare dallo status di matricola terribile e simpatica a squadra con un po’ di antipatie, tanti avversari e anche qualche nemico: «Quella di domenica è indubbiamente una partita speciale – dice Pasquini – e per quel che mi riguarda l’attendo con la consapevolezza di chi vuole mettere per tutta la stagione l’energia per imboccare la strada giusta. Dobbiamo vivere al meglio questa situazione, non dobbiamo specchiarci perché lo scudetto diventerebbe un boomerang. Dobbiamo invece presentarci “arrapati” e pronti a combattere come sempre».
Ha già messo da parte la scorsa stagione e pensa esclusivamente alla prossima?
«No, qualche flash onestamente ogni tanto c’è ed è normale. Poi è chiaro che sono molto concentrato su questo nuovo gruppo che promette bene, sta dimostrando che ha piacere di giocare e stare insieme. Sono soddisfatto di quello che ho visto finora».
Essere i campioni d’Italia porta più onori od oneri?
«Credo che la responsabilità l’avremmo sentita maggiormente se avessimo messo pressione su un gruppo riconfermato. Invece siamo molto rinnovati, i nuovi non possono avere certe pressioni, non avrebbe senso. La pressione casomai va messa nel lavoro di tutti i giorni».
Alla fine sarà divertente?
«Sarà un piacere sapere che non ci sarà niente di regalato. Alla fine il rispetto, e anche l’antipatia, arrivano quando cominci a fare qualcosa di importante. C’è grande consapevolezza di quello che siamo stati capaci di fare, adesso che ci sono anche quei due fattori sarà più bello andare in campo».
Da quando è arrivato ogni estate alzava sempre un pochino l’asticella, adesso si è dovuto fermare?
«Io credo che sia importante non tanto sollevare l’asticella quanto darsi degli obiettivi. Quello di quest’anno è diventare una squadra vera, che per come la intendo io significa essere in grado di sapere cosa succederà prima della palla a due. Non a livello di risultato ma di rendimento, cosa che l’anno scorso non eravamo in grado di fare. Vorrei che questa squadra riuscisse ad avere un rendimento costante sia quando giocherà a Mosca sia quando affronterà l’ultima in classifica della Serie A».
La partita contro Cremona come la vede?
«Dura. Loro hanno vinto otto partite su undici in precampionato, hanno un mix di giocatori stranieri esperti, altri in rampa di lancio e veterani come Cusin, più un coach come Pancotto che oltre a essere una grande persona è un coach bravo e che garantisce un certo rendimento alle sue squadre. Non avranno Vitali ma questo permetterà loro di giocare come nel precampionato, più veloci e arrembanti, con meno possessi lunghi. Non mi aspetto una serata semplice».
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