Una Serie A con più giocatori stranieri che italiani
SASSARI. Non è una novità ma è meglio ribadirlo: in Serie A ci sono più stranieri che italiani. La newsletter Spicchi d’arancia ha diffuso la statistica, che vede sui 180 giocatori messi sotto...
SASSARI. Non è una novità ma è meglio ribadirlo: in Serie A ci sono più stranieri che italiani. La newsletter Spicchi d’arancia ha diffuso la statistica, che vede sui 180 giocatori messi sotto contratto dalle 16 società del massimo campionato, 77 (pari al 42 per cento) gli atleti di passaporto e formazione italiana, escludendo dal computo totale i quattro che giocheranno da passaportati (categoria ormai ai minimi termini: sono rimasti i soli Forray a Trento, Cerella a Milano, Viggiano a Venezia e Nicevic a Capo d'Orlando) e i due nati all'estero - il polacco Wojchiechowski e il georgiano Metreveli - che hanno acquisito la formazione italiana crescendo nei vivai tricolori.
Gli italiani per formazione o passaporto sono 83, mentre gli stranieri (compreso Jarrius Jackson di Venezia, italiano di passaporto ma inserito in quota europei Bosman A) sono 98, pari al 54 per cento dei tesserati. In totale sono 27 le nazioni rappresentate nella serie A 2015-2016; quasi il 25% degli stranieri appartengono a paesi membri dell'Ue.
La nazione straniera maggiormente rappresentata sono gli Stati Uniti a quota 55, pari al 30% del totale e al 56% degli stranieri (e alla quasi totalità degli extracomunitari: dal computo dei 57 totali esulano solo i canadesi Heslip di Cantù e Walker di Pesaro). Solo 8 gli atleti con status Bosman B, con la necessità del visto per il tesseramento italiano; 9 invece i Cotonou Players provenienti da nazioni africane o centramericane, utilizzati quasi interamente da società che usano la formula regolamentare 3+4+5 (l'unica eccezione è Ndudi Ebi di Torino
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