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Impresa Nibali, il Lombardia è suo Vola in discesa e vince in solitaria

Impresa Nibali, il Lombardia è suo Vola in discesa e vince in solitaria

L’Italia dopo 7 anni torna a conquistare una classica Monumento. Secondo lo spagnolo Moreno Riscattato il podio mancato al Tour de France, la squalifica alla Vuelta e il non brillante Mondiale

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MILANO. Una stagione parzialmente deludente può diventare, in extremis, quasi da incorniciare. Dopo un Tour non all’altezza delle aspettative, una Vuelta da dimenticare per la clamorosa espulsione e il Mondiale di Richmond che l’ha visto naufragare assieme all’Italbici, Vincenzo Nibali chiude il suo 2015 con un autentico colpaccio. Il trentenne messinese dell’Astana, pur senza la brillantezza dei giorni migliori, riesce a mettere nella sua già ricca bacheca il Lombardia, giunto quest’anno alla sua 109esima edizione, 245 chilometri tra Bergamo e Como per un percorso a tratti nuovo e sempre interessante.

Lo “Squalo” ha annusato da subito l’aria e poi ha disposto i suoi compagni come pedine per andare a dama: gran lavoro iniziale di Agnoli e Vanotti, Scarponi fisso al suo fianco, Nieve, che l’anno prossimo si ritroverà contro con il Team Sky, mandato in marcatura sullo scatenato Kwiatkowski. E poi, quel Diego Rosa che, dopo il trionfo alla Milano-Torino, dimostra di essere tra i più in forma in assoluto del gruppo e, nonostante ciò, mette la maglia da stopper per difendere il suo capitano. Quest’ultimo lascia esaurire la fuga da lontano con dentro Barbin, Benedetti e Canola e, a 17 chilometri dall’arrivo, fa il vuoto scollinando dal Civiglio la cima che già a freddo aveva individuato come decisiva.

Gli attacchi in salita non avevano provocato la selezione sperata e così Nibali si distende tra le curve tecniche della discesa, rischiando anche di finire contro una moto dell’organizzazione.

«Ho costruito un buon vantaggio e sapevo che la reazione del gruppo inseguitore sarebbe stata forte – ha detto dopo la gara – ma ho pedalato con un buon ritmo e, una volta raggiunta la cima del San Fermo, l’arrivo a Como è giunto in un attimo».

Il trionfo nell’ultima classica monumentale della stagione è un suo desiderio realizzato: «Ho sempre voluto vincere una grande classica un giorno, mi ero avvicinato in passato. Sono sempre stato competitivo in corse di un giorno anche se, da quando ho iniziato a concentrarmi sui Grandi Giri, ho perso un po’ della mia accelerazione. Ma quando ci sono salite molto dure come oggi (ieri per chi legge ndc) è più facile per uno scalatore come me. Vincere qui significa molto per me. Sono sempre stato in buona forma al Lombardia ma ho avuto un po’ di sfortuna – ha concluso – Ho sempre detto che una vittoria al Lombardia vale una Liegi-Bastogne-Liegi».

Secondo posto per lo spagnolo Dani Moreno, l’ultimo ad arrendersi. Completa il podio il francese Thibaut Pinot. Quarta piazza per Alejandro Valverde, davanti Diego Rosa, compagno di squadra di Nibali e fondamentale nel ruolo di “stopper” nel finale.

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