L’Amatori rugby Alghero festeggia i 40 anni
ALGHERO. Quarant’anni e non sentirli. L’Amatori Alghero storica società rugbystica pioniera della palla ovale in Sardegna ha celebrato l’ambizioso traguardo degli “anta” sabato scorso con un ricco...
ALGHERO. Quarant’anni e non sentirli. L’Amatori Alghero storica società rugbystica pioniera della palla ovale in Sardegna ha celebrato l’ambizioso traguardo degli “anta” sabato scorso con un ricco programma di festeggiamenti.
Oggi più che mai l’Amatori rugby Alghero riscopre l’argento vivo che ha addosso passando da quelli che furono i protagonisti di quel lontano 1975, un gruppo di amici che ancora oggi fa parte dell’organico dirigenziale della società. Tra questi, Aldo Basile, sottoufficiale dell’Aeronautica militare in servizio ad Alghero, catanese e giocatore di serie A che radunò un gruppo di amici per iniziare ad intraprendere in città lo sport della palla ovale. «Una forte emozione per me essere ancora su questo campo che abbiamo davvero seminato con le mani, rastrelli e picchi. Tutto qui è stato davvero costruito dal niente e da noi, dato che all’epoca c’erano pochi soldi». Anche Franco Badessi, attuale presidente dell’Amatori Alghero, ha espresso tutta la sua soddisfazione in occasione di questa importante giornata. «Oggi, su questo campo, c’è tutto il rugby cittadino dalle giovani leve fino ai pionieri. Viviamo il nostro sport in una struttura bellissima che il Comune ci ha dato in concessione, la presenza di tante squadre, la crescita della qualità tecnica con i tanti giocatori che negli anni hanno vestito questa maglia e che hanno contribuito a far crescere il movimento ci dimostra che sono stati 40 anni di continua crescita e di costante passione». Occhi lucidi anche quelli di Salvatore Marinaro ex giocatore e capitano Amatori: «È stato un percorso di amicizia, aggregazione e solidarietà – osserva – che è sfociato poi con l’attività agonistica in campionati importanti. L’amicizia che ci lega e i rapporti personali che abbiamo costruito sono la cosa più importante e che sta alla base di tutto». Grande entusiasmo anche nelle parole del general manager Ignazio Marinaro: «Avevo solo 14 anni quando ho iniziato – ha raccontato – sono stati anni intensi come giocatore, dirigente ma anche come appassionato, perché il rugby lo hai nel sangue. Vedere tanti giovani qui vuol dire che abbiamo seminato bene».
Sergio Ortu
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