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Sacchetti sorride: «Ritrovo lo spirito della mia Dinamo»

di Mario Carta
Sacchetti sorride: «Ritrovo lo spirito della mia Dinamo»

Il coach dei biancoblù è soddisfatto, però che fatica «Concessi troppi rimbalzi, ma la strada è quella giusta»

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SASSARI. «Siamo ripartiti da dove avevamo finito lo scorso anno, la semifinale di Supercoppa a Torino e questa prima partita di campionato con Cremona non sono altro che la prosecuzione di gara7 con Ferrara». Quella che ha dato lo scudetto alla Dinamo. Meo Sacchetti in sala stampa al termine del match pensa positivo e si tiene ben stretto un successo che è stato in forse sino all’ultimo, sicuro che il suo gruppo possa solo migliorare e confortato da una certezza: «Alla fine si è visto lo spirito della Dinamo, delle Dinamo degli ultimi anni, contro un’ottima Cremona, che ha giocato una buona pallacanestro come già aveva fatto in precampionato».

Il coach dei sassaresi sottolinea in primis le difficoltà a rimbalzo: «Abbiamo tirato tante volte di meno rispetto a Cremona, dobbiamo crescere sotto questo aspetto e avere qualche tiro più facile, e il tiro più facile nasce dal rimbalzo». Poi esaminando il match e calcando l’accento sul fatto che lo spirito della sua squadra è ancora vincente, si rammarica per non aver saputo allungare ogni qualvolta i suoi si sono trovati in vantaggio, ma insieme si mostra soddisfatto per il fatto che i suoi non sono affondati quando si sono trovati sotto, anche di cinque punti.

Diciassette punti realizzati nel supplementare, poi, sono il miglior segnale per il futuro: «Siamo partiti bene con la bomba di Logan e il fallo subito da Alexander – ricorda il coach dei biancoblù –, questo ci ha spinto sopra di quattro e abbiamo tenuto, forse in un modo... un po’ così, ma abbiamo tenuto. Sì, penso che la strada giusta sia questa qui».

Dei singoli come suo costume non parla, ma addentrandosi nelle scelte tattiche del match implicitamente e anche non elogia David Logan («Lo conosciamo, è lui») e Joe Alexander: «Con Stipcevic è quello che sinora si è allenato di meno, sono un po’ in ritardo ma hanno fatto tanto e cresceranno ancora». La chiave del match è stata la scelta dei tre piccoli nel finale, con Eyenga 4 e prima Alexander e quindi Petway da cinque. «Volevo continuare con i tre piccoli, me la volevo giocare così. Se proprio devo fare un apppunto ai miei, avremmo dovuto sfruttare di più il cambio sul 4, ma va bene così». Va benissimo così, dicono i tifosi.

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