Mihajlovic uomo solo in un Milan che fa acqua da tutte le parti
MILANO. Sinisa Mihajlovic è un uomo solo al timone di un Milan alla deriva. Dopo la sconfitta con il Napoli nella serata che doveva essere del riscatto, il tecnico rossonero si è fatto carico di...
MILANO. Sinisa Mihajlovic è un uomo solo al timone di un Milan alla deriva. Dopo la sconfitta con il Napoli nella serata che doveva essere del riscatto, il tecnico rossonero si è fatto carico di tutte le responsabilità. Lui comunque non si dimetterà. «La colpa è prima di tutto mia - ha dichiarato mentre riceveva il Tapiro d'oro - vediamo se la società prenderà delle decisioni». Il club, per ora, si trincera dietro un silenzio assordante che ha il sapore di una presa di distanza rispetto all'operato dell'allenatore.
Non filtra una posizione ufficiale da parte della società, ma sicuramente ci sono stati continui contatti tra il presidente Berlusconi, nervoso e amareggiato, e l'ad Adriano Galliani. Il tecnico serbo è ora in discussione e non può più sbagliare. Il Milan si prenderà del tempo per riflettere, perché dire addio a Mihajlovic porterebbe al quarto esonero in meno di due anni. Troppi per un club che in ventisette anni di presidenza Berlusconi aveva dato il ben servito al proprio allenatore solo in quattro occasioni. Il bilancio delle prime sette partite di questo campionato, però, non è accettabile per una squadra che ha per obiettivo la Champions.
Quattro sconfitte e prestazioni opache, senza carattere e gioco. Inzaghi, alla prima esperienza su una panchina di A, dopo sette giornate aveva cinque punti in più, tre sconfitte in meno e il doppio delle reti realizzate. Questo Milan non è solido ed è senza carattere, tanto da non riuscire mai a recuperare quando si ritrova in svantaggio. La difesa, poi, non è affidabile: ben 13 i gol incassati in questo avvio, solo il Carpi neopromossa ha fatto peggio. Il centrocampo non filtra le azioni offensive degli avversari e non ispira l'attacco rossonero che ha realizzato solo otto reti.
Mihajlovic, poi, ha puntato su giocatori che non stanno incidendo. Ely ha una media da incubo: in 171 minuti, tre ammonizioni, una espulsione e un autogol. Romagnoli non soddisfa a fronte dei 25 milioni di euro spesi, Zapata è incostante e forse puntare sul l'esperienza di Mexes sarebbe stata una scelta più proficua.
Anche i metodi del serbo non convincono più. Il suo atteggiamento da sergente di ferro sembra essere controproducente. Ci sono dubbi, troppi, anche sul mercato estivo. Sono stati spesi 90 milioni di euro per ricostruire una squadra che è all'undicesima posto della Serie A.
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