Via dall’Olanda, arrivo a Torino e con le Dolomiti è grande show
Crono di 40 km nelle terre del Chianti, contro il tempo anche la scalata dell’Alpe di Siusi In mezzo sei duri colli sui monti Pallidi, altre insidie tra Francia e Piemonte. Torna il Sud
INVIATO A MILANO. Quattro mesi sono passati dalla vittoria di Alberto Contador in corso Sempione davanti a uno spettacolare Fabio Aru. In mezzo Chris Froome che domina il Tour, il sardo che vince la Vuelta, Peter Sagan iridato da urlo e Vincenzo Nibali che risorge con un super Lombardia proprio domenica. Poche ore dopo e il grande ciclismo si proietta già in pieno 2016. Altro che vacanze, i big delle due ruote ieri sera sono partiti per l’esotico Giro di Abu Dhabi con la mente piena di salite, discese, trabocchetti, attacchi, cotte, cadute, polemiche, vittorie. È tutto questo la corsa rosa da quasi cento edizioni.
Ieri pomeriggio la 99esima è stata svelata all’Expo di Milano, diventato quest’estate simbolo (diciamolo, a sorpresa) di un’Italia da esportare. L’altra Italia da esportare, al netto del doping e del marketing che pedala più dei corridori, è quella del Giro d’Italia. È vero, un malandrino del web, l’altro giorno aveva svelato a tutti il tracciato della prossima corsa rosa. Ieri però la presentazione ha dato un cuore alle frazioni. Esempio? La Foligno-Arezzo, il giorno prima della crono del Chianti, spartiacque del Giro, è diventata una tappa trabocchetto con lo sterrato di sei km sulla salita prima del traguardo. E poi le montagne. Cristrina Chiabotto, la madrina del Giro, ieri elegantissima presentatrice, farebbe fatica con la sua bicicletta a scalarne una delle montagne del tappone di sabato 21 maggio. Quella sarà la tappa del Giro. Eccola la frazione spaccagambe che potrebbe decidere il Giro. In un paesaggio da favola, le Dolomiti, immancabili nella corsa rosa, 5.100 metri di dislivello. Da Farra d’Alpago a Corvara, nell’ordine: Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Valparola e arrivo in Alta Badia, come se non bastasse, con l’ultimo km (il Muro del gatto) dalle pendenze folli. Sarà la tappa del prossimo Giro. Che, come era già noto, partirà dall’Olanda con la crono di Apeldorn: 9 km per dare una prima scossetta alla classifica. Due tappe ancora nei Paesi Bassi, roba per velocisti. Per gli uomini di classifica una sola insidia, la solita quando si corre da quelle parti: il vento. Quindi giorno di riposo e trasferimento in aereo della carovana in Calabria.
Dopo la toccata e fuga 2015, il Giro “si riprenderà” il Sud. Praia a Mare, Benevento, due volate e poi la prima tappa di montagna: Roccaraso. La solita litania: si vedrà non chi vincerà la corsa rosa ma chi la perderà. Ancora Foligno, Arezzo e la crono del Chianti. Dopo i 40 km su e giù per le colline la classifica sarà delineata. La tappa di Sestola del giorno dopo resterà nelle gambe di chi avrà sofferto contro il tempo.
Quindi via al Nord: Asolo, il volatone di Bibione e il tritico decisivo. Prima tappa: Palmanova-Cividale, due città Unesco in mezzo quattro colli. Nessuno li conosce. Consiglio ai big: andate a provarli, sono tosti; il tappone, la madre di tutte le frazioni della corsa rosa 2016 e la crono dell’Alpe di Siusi: 10 km. Nel 2009 Menchov pose le basi per il suo Giro del Centenario. Dopo il terzo riposo segnatevi due tappe: la Pinerolo-Risoul in Francia e la Guillestre-Sant’Anna di Vinadio.
Primo giorno: Colle dell’Agnello, 2.744 metri, Cima Coppi e salita finale; 24 ore dopo Vars, Cima della Bonette (2715) e Lombarda. Chi ne avrà ancora potrà sconvolgere la classifica.
Arrivo? A Torino, non a Milano. Che il feeling tra Rcs e la Madunina non fosse dei migliori l’avevamo capito quattro mesi fa ai piedi del podio di Contador. Torino apre le braccia al Giro: lo vincerà un campione. Completo, perché si dovrà andare forte a crono, in montagna e tenere gli occhi ben aperti sulla strada piena di trabocchetti.
@simeoli1972
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