Meo può sorridere «Buon approccio e ottimo finale»
Il coach sassarese: «Eravamo aggressivi e reattivi La differenza l’hanno fatta le palle recuperate»
Meo Sacchetti ha il viso rilassato di chi è riuscito a togliersi, dopo tanto tempo, un fastidioso sassolino da una scarpa. A fine gara cede il passo al coach di casa, poi analizza con grande serenità la prima vittoria della Dinamo al Pianella di Cantù.
«Abbiamo avuto un bell’approccio – dice il coach della squadra sassarese – e parlo soprattutto dell’aggressività in difesa. Ci sono stati un paio di passaggi a vuoto, nati dal fallo tecnico e da un po’ di sufficienza che abbiamo avuto. E questo non ci ha permesso di andare via, come avremmo potuto fare. Nel secondo tempo abbiamo perso almeno 4-5 palloni sanguinosi, loro ci sono arrivati sotto, mi pare a 4 punti di distanza. E a quel punto siamo stati bravi a resettare dopo il timeout, siamo ripartiti bene e abbiamo trovato qualcosa di buono sia in difesa che in difesa e attacco».
Cantù è parsa nettamente inferiore alla Dinamo ma non si è mai data per vinta. Ha avuto paura che si ripresentasse qualche vecchio fantasma? «Questo è un campo in cui sino a che la partita non è finita non puoi mai dire di averla vinta. Mi è capitato altre volte, da giocatore e da allenatore. Abbiamo delle brutte esperienze, in anni recenti, e non era il caso di correre rischi. Infatti alla fine potevo cambiare qualcosa, ma ho mantenuto lo stesso assetto perché non volevo che arrivasse po’ di rilassatezza. Niente rischi, stavolta».
Varnado stavolta è stato decisivo, mostrando di essere in netta crescita. «La scorsa settomana Alexander aveva fatto la differenza, stavolta Varnado ci ha dato una grandissima mano. Poi è dovuto uscire dal match per il fallo antisportivo, che era il terzo personale. Come ho detto, nel finale non volevo più cambiare e lui ha pagato questo, perché non è più rientrato, ma sono molto soddisfatto di lui».
Entrambe le squadre hanno perso molti palloni. Dove è stata la grande differenza tra Dinamo e Cantù? «Abbiamo recuperato 14 palloni – spiega Sacchetti –, nelle ultime partite non ci schiodavamo da 6-7: recuperare palla significa andare in campo aperto e segnare canestri più facili, che alzano le percentuali al tiro. Infatti abbiamo tirato molto bene da 2 punti».
A.Si.
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