La sfida di Borrotzu: la vita comincia a 37 anni
Il bomber continua a segnare con regolarità e l’Atletico Uri sogna un’altra promozione
URI. All’indomani della vittoria contro l’ex capolista La Palma, l’Atletico Uri si gode il buon momento con un prestigioso secondo posto a due punti dalla capolista Calangianus. Una vittoria che ha caricato d’entusiasmo l’ambiente primo fra tutti il mister Giovanni Muroni che ha espresso forti parole d’elogio ai suoi ragazzi. Il capitano Antonio Borrotzu è stato ancora determinate, l’uomo muscoli e cuore, al quale abbiamo chiesto alcune considerazioni.
Domenica avete spodestato dal trono la capolista dopo una gara di grande carattere, questo dimostra che puntate all’alta classifica.
«Volevamo riscattarci subito dalla brutta sconfitta rimediata contro il Latte Dolce, non tanto per la sconfitta in se ma per come è maturata. Una sconfitta pesante, non siamo proprio esistiti ci hanno messo sotto al punto da non capire più niente. Perdere ci può stare, perché non siamo i più forti ma ritengo che possiamo giocarcela alla pari contro tutti. Contro il La Palma c’è stata una netta sterzata, una reazione che ci ha consentito di portare a casa la vittoria giocando un buon calcio con tanta voglia, sfoderando una gara quasi perfetta. Siamo contenti di questo».
Dove può arrivare l’Atletico?
«Noi vorremmo puntare ai playoff. Il nostro obiettivo è quello di arrivare tra le prime cinque, questo sarà possibile solo se affronteremo tutte le sfide come abbiamo fatto contro l’ex capolista. Non possiamo vincere le partite col minimo sforzo come capitava lo scorso anno in Promozione, dobbiamo togliercelo dalla testa, in Eccellenza ogni gara va affrontata col coltello tra i denti».
Ancora un gol e un assist che è valso il gol della vittoria per la sua squadra.
«Sono contento per il gol, potevo fare qualcosa in più, però il fatto di aver offerto l’assist a Matteo Tedde vale quanto un gol, sono contentissimo per lui, se lo merita. Matteo è uno che dà una grossa mano alla squadra, senza di lui l’Atletico non sarebbe lo stesso».
Cosa si prova giocare a 37 anni ed essere ancora protagonista?
«Il segreto? L’entusiasmo. Quello che regna nella squadra, nella società, nello staff tecnico. Il discorso è solo uno: dobbiamo divertirci e comunque, come dice il mister, con responsabilità lavorando seriamente, di conseguenza arriva la tranquillità e la serenità, quando ci sono queste componenti l’età conta poco. Certo è che fisicamente bisogna stare bene lo faccio allenandomi nel miglior modo possibile».
Domenica ha strappato gli applausi del pubblico e i complimenti degli avversari dopo aver restituito la palla rinuncianio a battere un angolo con la gara sull’1-1.
«Ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno insegnato determinati valori, fondati sul rispetto e la correttezza. In campo cerco di rispecchiare quello che sono fuori e non credo assolutamente che bisogna trasformarsi per forza per una partita di calcio, bisogna sempre e comunque comportarsi da uomini.
Franco Cuccuru
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