«A Novara per vincere, come sempre»
Dario Rossi, vice dell’allenatore Massimo Rastelli, a tutto campo
CAGLIRI. Si definisce un aiutante di campo. Ammira il gioco del Bayern Monaco e del Sassuolo. Allenerebbe con piacere Izco del Real Madrid (“Ma sono fortunato nel poter lavorare con i ragazzi del Cagliari”). Dario Rossi si racconta con garbo. Ha il passo del mediano cantato da Ligabue: abnegazione, umiltà, sacrifici. A dire il vero, il secondo di Massimo Rastelli è stato difensore. Un giro d’Italia: prima in campo (Roma, Spal, Modena, Ternana, Lecce, Ascoli, Pisa, Pesaro, Chieti). Poi, in panca con l’allenatore di Torre del Greco. “Sì, lo seguo fin dalla Juve Stabia”.
Moglie e figlio residenti in città, il piacere di frequentare le pizzerie in centro, classe ’72, originario di Alatri, il numero due dei quattro mori taglia corto: “Il nostro è un team affiatato nato a Castellamare. Poi, sono arrivati Esposito e Dei. Ruoli diversi ma assieme alleggeriamo il lavoro del mister”.
Cosa vi chiede Rastelli?
“Informazioni sulle gare. Ci dà i dettami tecnici e tattici. Ma è indispensabile intesa, rispetto dei ruoli, fiducia e saper ascoltare. Massimo in questo è molto attento. Ci coinvolge, chiede il nostro parere, poi decide. Lavoro condiviso, ma l’ultima parola è la sua”.
È vero che lei è il cerca-errori?
“Ho il compito di assemblare gli high lights delle partite. Le rivediamo nei dettagli in due, tre ore. Ad esempio, nel dopo Cesena abbiamo estrapolato una ventina di immagini poi riviste con la squadra”.
I giocatori che ruolo hanno?
“Commentano e ne teniamo conto. Parliamo di episodi, comportamenti e atteggiamenti. Un’analisi completa”.
Quando si vince è facile. Dopo Pescara è stata più dura?
“Ci sono stati errori che hanno incoraggiato gli avversari. Col Cesena non l’abbiamo fatto e siamo stati propositivi, creando cinque, sei palle gol e difendendo da squadra”.
Qual è la ragione dei crampi diffusi?
“Caldo e tensione. Abbiamo temporeggiato per i cambi. Si avvertiva lo stress per la gara ed eravamo contatti”.
Qual è lo spirito per Novara? “Sono tosti ma siamo consapevoli della nostra forza».
Potrebbe penalizzarvi il campo in sintetico?
“Cambia poco e nulla. Il Cagliari è stato plasmato dal mister e in base a quel che vede e legge. Contano mentalità,atteggiamento e predisposizione”.
I giovani come se la cavano?
“Deiola ha avuto un inizio importante, Murru è quello con più esperienza, Tello ha esordito bene e Barella ha qualità indiscutibili. Il mister valuta di volta in volta, il momento arriverà per tutti. Per vincere la B serve l’apporto di tutti”.
Mario Frongia
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