La Lega B e Infront si separano
Abodi chiarisce: «L’inchiesta della finanza non c’entra nulla»
MILANO. «Noi abbiamo sempre agito nella logica della concorrenza degli operatori. Non ci sono e non ci saranno problemi. Ora aspettiamo dagli organismi preposti il seguito della procedura, anche se ci confonde e ci preoccupa soprattutto la rappresentazione distorta che di questo quadro sta facendo l’opinione pubblica. Varrebbe la pena da parte di tutti di aspettare passaggi formali prima di trarre conclusioni che a oggi potrebbero rivelarsi infondante o comunque diverse dalla realtà».
Lo ha detto il presidente della Lega B, Andrea Abodi, al termine dell’assemblea ordinaria di ieri in via Rosellini a Milano, dopo che venerdì scorso negli uffici della Lega B, in quelli della Lega Calcio e di alcune squadre di Serie A, è arrivata la Guardia di finanza nell’ambito di un’indagine sull’assegnazione dei diritti tv gestiti dall’advisor Infront.
«Il nostro rapporto con Infront andrà a scadenza naturale nel mese di giugno - ha aggiunto - ma non c’entra nulla quello che è accaduto con questa separazione. La Lega il prossimo anno affronterà il mercato da sola, facendo tesoro di questi anni di proficua esperienza di cui siamo soddisfatti. Anzi, il rapporto che ci lega con Infront ha dato finora ottimi benefici e buoni risultati. In generale Infront ha creato valore per il sistema del calcio italiano e non mi sembra che ci siano in giro altri soggetti che abbiano dimostrato simili capacità», ha concluso Abodi prendendo così nuovamente le distanze dall’inchiesta che sta scuotendo il mondo del pallone.
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