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Banco, una notte per riprendere fiato

di Andrea Sini
Banco, una notte per riprendere fiato

I biancoblù domani subito in campo contro Brindisi: è il modo migliore per mettersi alle spalle la sconfitta di Istanbul

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INVIATO A ISTANBUL. Una notte intera per dormirci su, per chi ha dormito, ed è già tempo di pensare all'impegno di domani. La Dinamo è rientrata dalla trasferta di Istanbul con il morale sotto i tacchi dopo avere gettato dalla finestra la vittoria nell'esordio stagionale in Eurolega. La sconfitta all'overtime contro il Darussafaka ha lasciato strascichi a livello morale ma potrebbe pesare parecchio anche nell'economia dell'intero girone. Lo scivolone di Istanbul però va archiviato immediatamente: già domani si torna in campo per la terza giornata del campionato di serie A: al palazzetto, alle 20,45, arriva l'Enel Brindisi dell'ex Kenny Kadji e non sono ammesse distrazioni

Le recriminazioni. Normalmente questo tipo di partite la Dinamo non le perde. Sopra di 5 a meno di un minuto dalla fine, con a un certo punto - per qualche secondo - anche la palla in mano. Poi la difesa che diventa improvvisamente di burro (e non spende il fallo ancora a disposizione nel bonus) e l'attacco che entra in un tunnel. Stanno essenzialmente qui i motivi di recriminazione della squadra di Meo Sacchetti.

Lo stesso coach lo ha sottolineato nel dopogara, trascinandosi in sala stampa con un'espressione decisamente sconfortata. Di certo poteva essere contenuto meglio il gap a rimbalzo, perché il Darussafaka può contare su una batteria di lunghi di prim'ordine, ma chiudere con 26 rimbalzi di differenza è fuori da qualsiasi tipo di pallacanestro. Ne serviva qualcuno in più dagli esterni, ha giustamente osservato Sacchetti, ma anche i lunghi avrebbero sicuramente potuto opporre una resistenza maggiore.

Le certezze. Resta la buonissima prestazione di squadra, con il gruppo che ha lavorato in maniera compatta per quasi tutta la partita per sopperire alla Caporetto che era in atto vicino alle plance. Il quintetto base è partito con l'intensità giusta e quando c'è stato da mischiare le carte ancora una volta la banda dei piccoli (soprattutto Stipcevic, Devecchi, D'Ercole e Alexander, dato che stavolta Brian ha avuto pochissimo spazio) ha dimostrato di poter essere la chiave per "aprire" qualsiasi tipo di partita.

Per quanto riguarda i singoli, prosegue la crescita di Jarvis Varnado, presente e impattante in entrambe le fasi ma ancora troppo penalizzato dalle chiamate arbitrali. Come successe l'anno scorso a Shane Lawal (che ieri ha esordito col Barcellona perdendo anche lui in Turchia), quando riuscirà a gestirsi in maniera più proficua diventerà una pedina ancora più importante per la squadra.

I dubbi. Su Marquez Haynes non ci sono troppi ragionamenti da fare: classe cristallina, gambe stellari, continuità di rendimento discutibile. E quindi è meglio farsene una ragione, e cercare di ottenere il massimo dalle sue fiammate, che prima o poi arrivano. Eyenga sembra in fase di leggera flessione dopo un precampionato di altissimo livello, nel quale è stato di fatto il migliore americano dopo Logan.

Vale la pena aspettarlo, così come vale la pena aspettare Petway, sinora il più deludente dell'intero roster. L'ala americana nel dopogara ha fatto immediatamente autocritica sui social. Buon segno, per almeno tre ragioni: ha le idee abbastanza chiare per capire che sta rendendo sotto le aspettative; ha l'umiltà per riconoscerlo pubblicamente senza cercare scuse e il carattere per cercare subito di rifarsi. Domani si torna già in campo: quale migliore occasione.

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