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Il Banco ora vuole riprendere quota

di Roberto Sanna
Jarvis Varnado
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Jarvis Varnado

Al PalaSerradimigni è di scena l’Enel Brindisi, i biancoblù decisi a riscattare la sconfitta di giovedì a Istanbul

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SASSARI. Un po’ come nei playoff, si va in campo subito e questo permette di lenire le ferite psicologiche o quantomeno sistemarle in un posto remoto. Perdere in quel modo a Istanbul, giovedì sera, non è piaciuto a nessuno (e ci mancherebbe) ma bisogna essere capaci di resettare tutto e concentrarsi sul campionato. Arriva l’Enel Brindisi e, si sa, è sempre una sfida un po’ speciale da qualche anno. Niente ruggini, sia chiaro, ma una sana rivalità sportiva maturata negli anni e per fortuna sempre ai massimi livelli: dalla lotta al vertice in Legadue, alle sfide in Coppa Italia e nei playoff scudetto.

Confermarsi al vertice. Pur con le difficoltà del caso, in Italia la Dinamo ha vinto le prime due partite ed è nel quartetto di testa. Conta relativamente, in ottobre, ma è importante rimanere al vertice e soprattutto in casa vincere il più possibile, in attesa di un inverno particolarmente duro durante il quale, prima o poi, si farà sentire la stanchezza del doppio impegno e arriveranno gli scontri diretti. Mantenere il fattore campo è quasi obbligatorio, in queste circostanze, e per questo è meglio ripartire velocemente dalle ceneri di una serata sfortunata in Europa.

La crescita. A prescindere dai risultati, in questo settimane il Banco ha evidenziato una crescita evidente. In Supercoppa era quasi un cantiere aperto, nella prima di campionato contro Cremona una squadra in cerca di forma, a Cantù e Istanbul si è cominciato a parlare anche di qualità della prestazione. Qualità data anche dal valore degli avversari e dalla situazione: sbancare il Pianella è stato un avvenimento storico, il Darussafaka si è presentato con una bella raccolta di figurine. Come sempre, la Dinamo di Meo Sacchetti migliora principalmente col numero delle partite giocate e non è un caso, perché il coach lascia ampio spazio alle libertà individuali e spesso certi aggiustamenti devono essere trovati direttamente sul campo.

Dove migliorare. Si riparla del problema ai rimbalzi, anche qui una costante di questi anni: una certa inferiorità a rimbalzo viene messa in conto purché non diventi un’emorragia. Purtroppo è stato così contro Cremona (-14) e a Istanbul (-26), finite entrambe all’overtime. A Cantù invece è stato un semplice -1 ed è arrivata la vittoria. Non è solo una questione di conto finale: il Banco deve proteggere meglio la propria area, perché ha concesso 15 rimbalzi offensivi a Cremona e 16 a Cantù, al Darussafaka addirittura 22. Poi le palle perse: 4 a partite per Hyanes, 16,5 totali.

La partita. Aspettiamoci l’Enel di sempre con qualche variazione sotto canestro dove ci sono un po’ meno chili e un po’ più di agilità. Molto bene organizzata in difesa, difficile da superare a rimbalzo. Il rientrante Reynolds (miglior assist-man del torneo in queste prime due partite) e Adrian Banks sono due guardie di talento, Kadji è un lungo che se in giornata è difficile da marcare. Domenica scorsa la squadra di Bucchi ha stritolato alla distanza Bologna, uscendo alla grande nella seconda parte di gara dopo un inizio faticoso. Il Banco deve (come sempre) portare la partita al suo ritmo e questo passa per i miglioramenti di Haynes, che ogni tanto si perde nei palleggi e non fa viaggiare la palla. E anche il calore del pubblico avrà il suo peso: cosa c’è di meglio, dopo una serata come quella di Istanbul, che ritornare nel caldo, accogliente salotto di casa propria?

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