MotoGp, per Rossi dalla Malesia in poi è vietato sbagliare
ROMA. Pretendere di più da una gara iridata della MotoGp sarebbe stato impossibile. La sfida di Phillip Island, in Australia, sedicesima e terz’ultima prova del 2015, è stata incredibilmente bella,...
ROMA. Pretendere di più da una gara iridata della MotoGp sarebbe stato impossibile. La sfida di Phillip Island, in Australia, sedicesima e terz’ultima prova del 2015, è stata incredibilmente bella, emozionante, ricca di colpi di scena, con quattro piloti a contendersi la vittoria e ciascuno di loro in grado di conquistarla. Quattro campioni, Marquez, Lorenzo, Iannone e Rossi, così come nell’ordine di arrivo, divisi da 1”058. Mai domi. Solo in due, nel penultimo e ultimo Gp della stagione, domenica prossima a Sepang (Malesia) e l’8 novembre a Valencia, si contenderanno il titolo: sono i due della Yamaha, Rossi e Lorenzo, che da ieri sono divisi solo da 11 punti. Che possono essere tanti o pochi, non dipenderà solo da loro, ma anche da chi - ed è il caso di Marquez e dello stesso Iannone - vuole confermare i progressi compiuti da qualche settimana. L’abruzzese della Ducati domenica ha privato il Dottore di altri 3 punti pesantissimi, sorpassandolo proprio all’ultimo giro e privandolo del gradino più basso del podio. I punti per Rossi potevano essere 16, invece sono stati 13, contro i 20 del compagno di scuderia. Rossi, in buona sostanza, perde 7 punti da Lorenzo, ma ne mantiene 11 di vantaggio (296 contro 285).
«I risultati erano importanti 10 gare fa, figuriamoci adesso che di Gran premi ne mancano solo due», ha fatto notare Valentino. Che poi ha aggiunto: «Ogni sessione di prova sarà importante in Malesia, non solo la gara in sè. Peccato per questa gara, i punti per me potevano essere di più, invece... Ma è inutile pensarci ancora, bisogna guardare avanti, al Gp di Sepang, che vale tantissimo». Rossi sa benissimo che, d’ora in avanti, ogni errore potrebbe essere fatale, per il semplice fatto che non ci sarebbe tempo per rimediare.
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