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Hermaea, la sfida del coach Ivan Iosi inizia con un punto

di Dario Budroni
Hermaea, la sfida del coach Ivan Iosi inizia con un punto

Sconfitta che non brucia ad Aversa nell’esordio in Serie A2 «Brave a reagire sullo 0-2 e arrivare sino al tie-break»

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OLBIA. Ci sono scene che parlano chiaro. Lo scorso venerdì, durante la convention precampionato, Ivan Iosi ha agguantato il microfono e ha presentato una per una le sue giocatrici. Ha elogiato tutte. Con un entusiasmo ha svelato caratteristiche e punti di forza di ogni ragazza. Il motivo è semplice: il nuovo allenatore dell’Hermaea è uno che prima di tutto ci mette il cuore. E domenica sera Iosi, classe 1974, ha finalmente esordito sulla panchina olbiese conquistano un punto. È stata una giornata importante, per la squadra ma anche per lui. Il coach lombardo, infatti, non aveva mai guidato una squadra femminile. E non aveva mai avuto l’opportunità di allenare in Serie A2 di volley.

Lei viene dal maschile, dove ha conquistato due promozioni in B2 e ha fatto crescere giocatori che hanno poi esordito in A1.

«Questa è una sfida anche per me, è la mia prima esperienza da allenatore con una squadra femminile. Ed è una sfida che mi entusiasma, sono contento di viverla a Olbia».

Avete perso 3-2 sul campo dell’Aversa, ma la prestazione è stata molto buona.

«Essere soddisfatti di una sconfitta può sembrare un controsenso. Ma abbiamo giocato in casa di una squadra di primissimo livello. In più, quando perdeva 2-0, l’Hermaea è stata brava a tirare fuori il meglio di sé e a ridurre il gap, fino ad arrivare al tie-break. C’è stata una bella reazione, ho visto cose molto positive».

Questa Hermaea è composta da giocatrici importanti.

«Ci sono ragazze con un grande curriculum e che negli anni sono riuscite a centrare grossi risultati. E ci sono anche ragazze che hanno avuto meno riconoscimenti, ma comunque fondamentali e di grande talento. È un gruppo unito».

Dove arriverete?

«È difficile dirlo, soprattutto adesso. Perché questo campionato è molto difficile. Nella prima giornata, per esempio, non c’è stato neanche un 3-0. E ci sono state pure delle sorprese, risultati inattesi. Per quanto ci riguarda, penseremo a giocare sempre con il giusto atteggiamento, con l’obiettivo di toglierci qualche bella soddisfazione».

Come si trova a Olbia?

«Che dire? Benissimo. L’ambiente è splendido, la società è fatta di persone mosse da tanta passione e dalla voglia di costruire qualcosa di importante. Qui le persone sono tutte disponibili, attente, educate. Penso per esempio all’attenzione che ci riservano il Geovillage e tutto il suo staff. Di Olbia non posso che parlare bene. Sono felice di stare qui».

Domenica alle 17 esordio al Geopalace. Arriva il Trentino, altra corazzata, ma che ha perso in casa col Pesaro.

«Il Trentino è forte, può lottare per la zona alta della classifica. Giocheremo in casa, mi aspetto aggressività, determinazione, solidità e uno spirito guerriero. Vorrei che tutto ciò emergesse nel nostro palazzetto. In questi giorni ci dedicheremo a uno studio specifico per capire potrebbero metterci in difficoltà. Abbiamo bisogno di giocare match di questo livello, visto che in precampionato l’insularità ci ha penalizzato».

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