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«Bisogna avere faccia tosta come nel rugby»

«Bisogna avere faccia tosta come nel rugby»

Meo Sacchetti chiede alla sua squadra più energia e vuole giocare questa sfida a viso aperto

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SASSARI. Una partita che a coach Meo Sacchetti fa venire un po’ di magone: «Perché a Meo Sacchetti giocatore certi match sono sempre stati proibiti. Un tempo dovevi vincere lo scudetto e poi potevi fare la Coppa dei Campioni, l’Euroleague di oggi ha tutto un altro sistema. I miei ricordi riguardano la nazionale e le Olimpiadi, ma sono cose diverse per quanto bellissime. Penso che per uno sportivo disputare le Olimpiadi siano il massimo, solo i calciatori pensano che la competizione più importante siano i campionati mondiali».

La vigilia di Banco-Cska vede il coach biancoblù impegnato a trasmettere energia e fiducia ai suoi giocatori: «Credo che queste partite, se uno è un giocatore importante, le senta in maniera particolare. Lo spirito giusto è quello che ho visto nei Mondiali di rugby, con le nazionali sfavorite che hanno giocato a viso aperto e col sorriso contro quelle favorite e quasi facevano il miracolo, come è successo alla Scozia». «La partita è difficile, questa è una squadra costruita per arrivare fino in fondo – ha detto il coach biancoblù – ma anche loro possono perdere. Io dico sempre che al momento della palla a due si parte dallo zero a zero, giochiamo cinque e contro cinque e anche i loro giocatori hanno due braccia e due mani. Non è che il Cska gioca in sei oppure ha giocatori con tre mani. Resta sempre una partita e noi proveremo a vincerla con le nostre forze. Ci serve una maggiore energia rispetto a quello che abbiamo visto contro l’Enel, una partita nella quale avuto davvero un pessimo approccio che ha condizionato tutto il primo tempo. Il problema è che la nostra resta una squadra nata per correre, ma per farlo dobbiamo cominciare a prendere più rimbalzi e anche recuperare più palloni in difesa. Il Cska è cambiato in questi anni, non è più la classica squadra con due lunghi statici sotto canestro e un gioco ai ventiquattro secondi. Adesso è ben strutturata fisicamente ma ha gente che corre per tutto il campo e fa canestro da tre».

Il problema dei rimbalzi è legato a due giocatori finora deludenti, Jarvis Varnado e Brent Petway. «Il problema principale di Varnado sono stati i falli – ha spiegato Meo Sacchetti – e quindi abbiamo deciso, d’accordo con lui, di cambiare la gestione. Finora lo abbiamo sempre chiamato in panchina al secondo fallo, ma alla fine ha perso il ritmo. Adesso abbiamo deciso di rischiare e lasciarlo in campo, perché deve comunque entrare nel gioco. E perché senza di lui abbiamo problemi seri». Diverso il discorso per Petway: «Deve togliersi il cilicio che si autoinfligge dopo ogni errore. Da lui ci aspettiamo determinate cose ma non è che ogni volta che sbaglia deve autoaccusarsi, sapete come la penso, io voglio sempre dare fiducia ai miei giocatori e penso che abbiano anche il diritto di sbagliare. Chiaramente per un determinato periodo di tempo, a un certo punto tiriamo una linea e vediamo il da farsi».

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