La doppia vita di Federica Marongiu, farmacista e atleta
Sabato 24 ottobre la giocatrice ha trascinato l’Alfieri Cagliari alla prima vittoria nel difficile torneo di B1
SASSARI. Conduce una doppia vita. Perché a guardarla durante il giorno in camice, dietro un bancone di farmacia, a districarsi con nonchalance fra cerotti, antistaminici e traduzioni di prescrizioni mediche, non verrebbe in mente di poterla ritrovare qualche ora dopo a tuffarsi e rotolare su un campo di pallavolo, a caccia di quel pallone da non far cadere giù, a tutti i costi. Ma Federica Marongiu è così, caparbia in quello che fa come tutta l’Alfieri Cagliari, che sabato ha centrato la prima vittoria stagionale battendo in casa per 3-1 il Vigevano nel campionato nazionale di B1 femminile di pallavolo.
“Siamo partite un po’ tese – ma dopo il primo set abbiamo giocato bene, ci siamo divertite, ed abbiamo portato a casa tre punti che ci siamo meritate”.
Ma questo girone A è così terribile come dicono tutti?
“Per ora abbiamo affrontato due ottime squadre, che puntano ai playoff. Vedremo le altre, siamo in un girone tutto nuovo dove non conosciamo le squadre e le giocatrici, ma credo che possiamo lottare con tutti, e vincere o prendere punti anche alle più forti”.
Un pregio e un difetto dell’Alfieri?
“Il pregio è che siamo veramente una squadra, ci aiutiamo davvero in campo, e anche nelle situazioni più difficili nessuno sottolinea l’errore della compagna. Il difetto è che magari in alcuni momenti ci manca ancora la giusta cattiveria agonistica e un po’ di freddezza, ma sono cose che vengono stando in campo, e noi abbiamo giocato poco in precampionato”.
Un pregio e un difetto di Federica Marongiu?
“Non voglio mai mollare, anche nelle situazioni più disperate cerco sempre di non abbattermi, però a volte non riesco ad essere “cattiva” come dovrei”.
E’ all’esordio in B1, che campionato ha trovato?
“Sicuramente il gioco è molto più veloce rispetto alla B2, e ci vuole più continuità, non puoi avere pause”.
Farmacista di giorno e pallavolista di sera, quanto la impegnano queste due attività?
“Tanto, lavoro tutti i giorni, vado a fare pesi durante la pausa pranzo e ho una sola mattina libera la settimana, nella quale abbiamo allenamento. Poi dopo le 20 ancora in palestra. Ma non mi pesa, anche se è uno sforzo fisico durante l’allenamento mi rilasso. Lo faccio da piccola, ed è come una droga, difficile smettere”.
Ha ancora degli obiettivi?
“Cerco di migliorare sempre e mettermi continuamente in gioco, alla ricerca della partita perfetta, che non esiste, ma bisogna provare a superare i propri limiti”. (fabio fresu)
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