La Honda... scalcia Rossi «Ci rifletta, ha sbagliato»
MotoGp. La Casa di Marquez difende lo spagnolo: «Il Dottore lo ha buttato giù» Entro venerdì la sentenza del Tas, prima dell’ultima gara domenica a Valencia
ROMA. Accuse, ricorsi, petizioni, sfoghi, filmati a go go e pretattica. Non manca quasi nulla nel conto alla rovescia verso lo scontro finale tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo a Valencia che domenica deciderà il vincitore 2015 della MotoGp, tramutatasi in una sfida Italia-Spagna dopo i fattacci di Sepang tra il Dottore e Marc Marquez, campione del mondo iberico targato Honda. Colosso auto-moto giapponese che a sei giorni dalla 'corrida’ a due ruote di Valencia ha preso fermamente posizione sull'arcinota vicenda del Gp di Malesia sottolineando che «il calcio di Rossi era evidente e il pilota italiano andava punito subito».
Una punizione arrivata dopo la fine del Gp di Malesia che costringerà Valentino Rossi a partire ultimo a Valencia se il Tas, a cui ha fatto ricorso il pesarese, non deciderà diversamente. Tribunale arbitrale dello sport che si pronuncerà entro venerdì 6 e a cui hanno fatto appello più di 715mila fan in tutto il mondo come firmatari delle petizioni per chiedere che venga accettato il ricorso del 'Dottore.
Ma in una lunga intervista al sito della Honda è il vicepresidente della scuderia nipponica Shuhei Nakamoto a rilanciare le accuse contro Rossi. «Prima di tutto, riteniamo sia molto importante parlare di fatti e non d'ipotesi - le parole del dirigente Honda - E i fatti sono chiari: Marquez ha vinto in Australia togliendo a Lorenzo 5 punti nel campionato; poi giovedì, prima del Gp di Malesia, Rossi lo ha accusato di aver aiutato Lorenzo; infine, in gara a Sepang, Rossi ha intenzionalmente spinto Marc fuori dalla traiettoria». E gli stessi dirigenti Honda, rammaricati per la situazione, si dicono pronti ad accettare la decisione del Tas di Losanna sul ricorso di Valentino ricordando però che dopo la gara di Phillip Island in Australia Rossi e Marquez «si sono stretti la mano, in segno di una battaglia corretta» e negano che il loro pilota stesse rallentando l'italiano della Yamaha a Sepang. «I tempi sul giro erano abbastanza veloci: no, stavano spingendo entrambi al massimo. È chiaro - aggiunge il vice presidente Honda Nakamoto - che Valentino intenzionalmente spinge Marc verso l'esterno della pista, un comportamento già fuori dalle regole; a quel punto Marc non ha avuto altra scelta se non andare largo. I dati della sua moto dimostrano che stava cercando di evitare il contatto con Valentino, ma la sua leva del freno anteriore ha improvvisamente ricevuto un colpo che ha bloccato la ruota: siamo convinti che sia frutto del calcio di Rossi. Quanto ai dubbi sul suo comportamento, Marc è un bravo ragazzo, stava solo difendendo la sua posizione: gli crediamo al cento per cento».
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