Verso Olbia-Arzachena, derbissimo ad alta quota
OLBIA. La filosofia è questa: si è tornati in carreggiata, ma la strada da percorrere è ancora lunga. L’Olbia ha ripreso a sorridere dopo le due vittorie consecutive in campionato, contro Muravera e...
OLBIA. La filosofia è questa: si è tornati in carreggiata, ma la strada da percorrere è ancora lunga. L’Olbia ha ripreso a sorridere dopo le due vittorie consecutive in campionato, contro Muravera e Astrea. Ma Oberdan Biagioni invita tutti a tenere i piedi per terra, soprattutto adesso che bisognerà giocare il derbissimo contro l’Arzachena, temuta capolista.
«Abbiamo vinto due partite, tutto qua – spiega l’allenatore dell’Olbia -. Non venivamo da un bel periodo. Siamo stati penalizzati dal calendario e da partite rinviate non per colpa nostra, poi invece abbiamo giocato troppi match in pochissimi giorni. Comunque pian piano abbiamo ritrovato i nostri equilibri e abbiamo ottenuto due importanti risultati, ma dobbiamo fare ancora tanta strada».
L’obiettivo dell’Olbia è adesso quello di battere l’Arzachena, dell’ex Mauro Giorico, nel derby in programma domenica alle 14.30 al Bruno Nespoli. Una vittoria darebbe maggior morale alla squadra bianca. Ma Oberdan Biagioni non fa proclami. E’ uno che non ama lanciare sfide. «Il derby è sempre una partita particolare. E questo lo è ancor di più, perché l’Arzachena è prima e riesce a dominare su qualsiasi campo. A loro vanno tutti i miei complimenti – continua il tecnico romano -. Noi comunque ce la giocheremo e daremo il massimo come sempre. Poi io dico sempre questo: se l’avversario è più bravo di noi gli si dà la mano. Ma è ovvio che mi aspetto una grande prestazione dai miei».
L’Olbia sarà quasi al completo. L’unico ancora in forse è bomber Beppe Giglio, che sta recuperando dopo una brutto colpo al volto contro il Muravera. «Giglio è importantissimo. Speriamo di recuperarlo – concludeBiagioni -. Ma gli altrinon sono da meno. Domenica contro l’Astrea, per esempio, al posto di Giglio ha giocato Loris Formuso, che ha anche segnato un gol».
Dario Budroni
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