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Banco sempre più disarmante anche a Malaga è una débacle

Banco sempre più disarmante anche a Malaga è una débacle

I sassaresi restano in partita per due quarti, poi arriva un altro incredibile blackout Dal +6 (31-37) al -18 (55-37), con gli andalusi che dominano a rimbalzo e chiudono a +18

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Così è dura, anzi, impossibile. Il percorso in Eurolega della Dinamo assume contorni imbarazzanti: dal parquet di Malaga i sassaresi portano a casa la quarta sconfitta in quattro gare (il finale è 80-62) ma questo - se vogliamo - è il problema minore. I ragazzi allenati da Meo Sacchetti, come in molte delle gare ufficiali giocate in questo scampolo di stagione, giocano bene più o meno per metà partita, poi staccano completamente la spina e vanno alla deriva, in balia di avversari brutti, grossi e cattivi, proprio come tutti quelli che si incontrano in Eurolega.

Il blackout. C’è un problema serio, ed è tutto nella mente dei giocatori. Non si può spiegare altrimenti il break di 24-0 incassato tra l’ultimo minuto del secondo quarto e il 9’ del terzo. Dal +6 (31-37, ma poco prima Logan aveva fallito per due volte la tripla del +10) la Dinamo si è ritrovata senza neppure accorgersene sotto di 18 punti, 55-37. Otto minuti e 17 secondi senza segnare un punto nel terzo quarto, roba che negli ultimi anni si era vista solo nelle sfide di Zagabria e Trento. A quel punto, con un quarto da giocare, riprendere la partita diventa impossibile, e per gli avversari è tutto semplice.

Il confronto. La Dinamo ha perso tutti i duelli, ma di poco. Ha perso, di moltissimo, quello più importante: ancora una volta a rimbalzo è stato un massacro: la squadra andalusa ne ha conquistati complessivamente 43, i biancoblù si sono fermati a 22. Praticamente doppiati, come quest’anno è già capitato in un paio di occasioni, e surclassati su quelli offensivi: 15 per l’Unicaja, appena 3 per il Banco. Impensabile, su queste basi, pensare di imbastire un confronto minimamente equilibrato. Soprattutto quando (oltre agli equilibri di squadra che improvvisamente saltano in aria), anche i singoli non sono all’altezza: Varnado continua a caricarsi di falli a volte evitabili; Petway commette ingenuità da minibasket e non è in grado di gestire la propria situazione falli; Logan sta attraversando il periodo peggiore da quando è a Sassari; la regia di Haynes è insufficiente e le sue prestazioni si basano su alcune fiammate; Eyenga è impresentabile; i gregari possono portare i loro mattoncini, ma da soli non sono certo in grado di ribaltare un match di Eurolega.

La partita. Sarebbero due i match da commentare: nel primo, durato 20’, la Dinamo gioca senza centro (c’è Alexander al posto di Varnado) e parte malissimo (12’5 al 5’, con 5 rimbalzi offensivi a 0 per Malaga). Poi si rialza con il quintetto “operaio” (Stipcevic + Devecchi), rilancia con tre triple di fila di Haynes (24-29 al 13’), acquista sicurezza e ha più volte in mano la palla del +10. In chiusura di tempo subisce un minibreak (da 31-37 a 36-37), che sembra innocuo ma è in realtà l’inizio della fine. Qui inizia la seconda partita, con Varnado e Petway che si auto-escludono commettendo il quarto fallo e Hendrix e compagni che diventano improvvisamente infallibili e colpiscono duro: 48-37’ al 25’, poi 55-37. Sacchetti non sa più che pesci prendere, svuota la panchina e ordina zona a oltranza. Ma ormai è troppo tardi: quando la corrente torna, Malaga è già a centrocampo che festeggia la quarta vittoria in 4 gare. La Dinamo è già negli spogliatoi, per l’ennesima doccia gelata.

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