Joao Pedro, l'oggetto misterioso del Cagliari, si trasforma nella star JP 10
Due reti al Modena e una prestazione straordinaria per il brasiliano: «I gol? Contano poco, l’importante è continuare a vincere»
CAGLIARI. Metamorfosi di un giocatore. Da oggetto misterioso a JP10, nuovo idolo dei tifosi. Grazie a due gol che hanno steso il Modena e che promettono di essere i primi di una lunga serie. Perché Joao Pedro, arrivato in Italia accompagnato da squilli di tromba, lo scorso anno era stato coinvolto nel naufragio che ha fatto cascare il Cagliari in B.
Un passo indietro è doveroso. Giovanissimo , nel 2010, era stato acquistato dal Palermo. Il presidente Zamparini si affrettò a dire: «L’abbiamo pagato uno sproposito, ma mi dicono che è una via di mezzo fra Kakà e Ronaldinho, dunque son soldi spesi».
In realtà giocò appena una partita per poi iniziare un avanti indietro fra il suo paese e il Portogallo. Lo scorso anno l’arrivo a Cagliari: 36 partite e 7 reti. E la retrocessione. E’ rimasto ed è considerato uno dei giocatori fondamentali per la risalita nella massima serie. Ma sino a ieri non aveva ancora segnato, pur essendo l’attacco del Cagliari il più prolifico della B. «Lo aspettavo – dice Rastelli – perché lui ha tanta qualità, ma servono anche i suoi gol». Lui serafico, mostrando un sorriso grande così, ha invece detto: «Sono contento di aver segnato, ma quello che conta è che la squadra continui a vincere».
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Joao Pedro Geraldino Do Santos Galvao ha 23 anni, brasiliano di Ipatinga, lo scorso anno ha fatto storcere il naso a parecchi tifosi rossoblù. Tanto che qualcuno, più cinico di altri, si è affrettato a soprannominarlo Pippero. Altri, più bonariamente Geppo. Lui però è uno molto testardo e forse ha avuto ragione il Cagliari a insistere, a metterlo a disposizione di Rastelli. Che lo ha fatto giocare praticamente sempre, a parte la partita di lunedì scorso. Una continuità che evidentemente è servita. Sì, non aveva ancora segnato, ma giocare, abituarsi alla battaglia del campionato cadetto, deve averlo temprato.
Sabato 7, poi, con due attaccanti di peso come Cerri e Melchiorri, lui ha avuto anche più spazio sul fronte offensivo, profittando degli spazi che i due compagni gli aprivano. Due gol bellissimi: il primo da vero rapinatore d’area di rigore, a infilare l’angolino del portiere avversario, il secondo chiudendo un gran contropiede, innescato da un passaggio al bacio di Di Gennaro, e freddando Provedel con un tocco di precisione.
Diventa così il decimo marcatore di un Cagliari scatenatissimo. Lui però, circondato dai giornalisti a fine gara, ripete come un mantra il suo pensiero. «Sì, sono stati i miei primi due gol, ma personalmente non ho mai avuto fretta. Della gloria personale mi importa poco, quello che conta è vincere e andare avanti, stare in alto in classifica». Impossibile dargli torto. Ma intanto Joao Pedro continua a essere fondamentale. Davvero il soprannome JP10 non gli sta poi così male.
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