La delusione di Demartis: «Che figuraccia»!
L’esterno chiede scusa: la Torres non è una squadretta qualsiasi, deve sempre giocare per vincere
SASSARI. Nel cartello sventolato a fine gara dalla nipotina Martina c'è scritto semplicemente "Forza Giacomo", e a Demartis scappa un tenero sorriso. L'unico di un amaro pomeriggio, in cui niente ha funzionato come doveva. «Abbiamo completamente sbagliato l'atteggiamento, regalando un tempo agli avversari. Ci voleva più cattiveria per rimontare». Il capitano rossoblù, condizionato da un problema a un polpaccio («le difficoltà fisiche non mi giustificano, se si scende in campo si deve essere comunque in grado di dare il massimo») è severo con se' stesso e con la squadra. «L'Astrea sulla carta sembrava avversaria più abbordabile, invece sul campo è stata davvero tosta e noi abbiamo avuto troppi passaggi a vuoto. Non è questione di scarsa personalità, c'è però qualcosa che ci sta bloccando. La domenica non riusciamo a portare in campo la carica che mettiamo nel lavoro settimanale, occorre una scossa, per svegliarci e credere di più in quello che possiamo fare e ottenere. La classifica è ancora corta? Sembra proprio - afferma l'esterno torresino - che il campionato ci stia aspettando ma non guardiamo ai risultati degli altri, lo fanno le squadrette e noi siamo la Torres: dobbiamo pensare solo a vincere le nostre partite e questa volta non ci siamo riusciti. Mi è dispiaciuto per i tifosi, che meritavano di assistere a una partita diversa e con un risultato migliore, e per la mia famiglia che era allo stadio e si aspettava, come tutti, una bella vittoria». La piccola Martina col suo cartello è comunque felice e incoraggia zio Giacomo. Sandra Usai
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