L’Alfieri di Isabella Milocco: «Il mio sogno segreto? L’A2»
SASSARI. E’ quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare. E’ il caso dell’Alfieri Cagliari, che, inserita nel girone A della B1 femminile di pallavolo, ha trovato un raggruppamento...
SASSARI. E’ quando il gioco si fa duro che i duri iniziano a giocare. E’ il caso dell’Alfieri Cagliari, che, inserita nel girone A della B1 femminile di pallavolo, ha trovato un raggruppamento particolarmente qualificato dal punto di vista tecnico, ma si è buttata anima e corpo nella nuova avventura, e nell’ultimo turno ha strappato un punto d’oro al Lodi, una delle principali favorite alla promozione.
Non male per una matricola. «Nei primi due set le abbiamo aggredite in battuta – racconta la schiacciatrice Isabella Milocco – ma appena siamo calate loro sono venute fuori. Però è difficile dire quanto è stato demerito nostro e quanto merito loro».
A cosa può puntare l’Alfieri in questo girone?
«E’ presto per dirlo, il livello tecnico è alto, le squadre sono ordinate e forti, noi vogliamo fare il meglio possibile. Ci sono tre favorite per i quartieri alti, spero vivamente che potremmo inserirci nella seconda fascia».
E’ alla sua prima esperienza in Sardegna…
«Il primo contatto è arrivato tramite Trabucchi, la nuova palleggiatrice, che avevano appena preso, poi gli approcci diretti mi hanno confermato che erano una società e delle persone serie, quindi mi sono convinta. E poi il posto è veramente speciale».
Al momento cosa va bene e cosa male nella squadra?
«Direi che abbiamo bisogno di una buona ricezione per giocare al meglio, soprattutto con i centrali, ed è una cosa che verrà con il tempo. Non dimentichiamo che in squadra ci sono tante giocatrici nuove. Poi finora abbiamo trovato squadre che difendono tanto ed abbiamo faticato in attacco, ma questo lo vedo come merito delle avversarie e non come demerito nostro».
Il suo fondamentale migliore e quello peggiore?
«Per adesso direi la difesa, ma in questa categoria vorrei fare la differenza soprattutto in attacco».
Pur essendo classe 1990, ha già maturato un buon numero di esperienze importanti.
«Ho vinto due scudetti under 18 a Vicenza, ed ho giocato nella A1 francese al San Raphael. Quest’anno voglio prima di tutto diventare un punto di riferimento per la mia squadra, e poi sarebbe bello portate l’Alfieri in A2. Magari per ora è un traguardo un po’ troppo impegnativo, ma per il futuro non si sa mai…»
Fabio Fresu
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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