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Banco, oggi o mai più Serve solo la vittoria

di Roberto Sanna
Banco, oggi o mai più Serve solo la vittoria

Contro il Bamberg per interrompere la serie nera

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SASSARI. È ancora Italia-Germania, un grande classico in tutti gli sport. Anche nel basket è una sfida speciale, soprattutto dopo la grande partita andata in scena negli scorsi Europei. In più Dinamo-Bamberg, oltre che il faccia a faccia tra i campioni tricolori e quelli teutonici, è anche la rivincita del match di Eurocup giocato due stagioni fa, quando la band di Travis e Drake Diener si invento all’ultima giornata una partita strepitosa che portò i biancoblù agli ottavi di finale. Insomma, è davvero una serata speciale. Tanto più che dopo un poker di sconfitte, i biancoblù le speranze di arrivare alla Top 16 devono giocarsele in casa oggi e venerdì prossimo col Darussafaka.

La maledizione. Quella tra la Dinamo e l’Europa sembra la storia di un amore non corrisposto (o mal corrisposto). Nel senso che la società ha individuato i sentieri europei come quelli adatti a far fare il salto di qualità e li ha sempre percorsi ardentemente, ma non è stata ripagata negli stessi termini anche se i riflessi indiretti sul fronte italiano ci sono stati, altroché. Sta di fatto che anche quest’anno l’Europa non sta portando bene, con quattro sconfitte pesantissime (e una, quella col Darussafaka, parecchio sanguinosa), quasi una maledizione. Per di più gli scarti rimediati sconsigliano un arrivo a pari punti e ormai bisogna puntare alla fatidiche quattro vittorie per passare il turno. Bisogna cominciare da oggi, in una giornata che è un vero spartiacque perché perdendo la Dinamo chiuderebbe il girone di andata a zero punti e a due vittorie di distanza dal quarto posto. Con una doppietta oggi e venerdì, invece, avrebbe ancora cinque partite per andare all’arrembaggio e allungare la speranza.

La tenuta. Meo Sacchetti parla sempre di black-out, in generale il problema più grosso di questa squadra è che a un certo punto smette proprio di giocare e concede interi quarti di gioco, se non mezze partite, agli avversari. E spesso accade dopo i momenti più brillanti, il che rende ancora più stridente il contrasto. S in campionato, almeno con squadre come Avellino, resta sempre aperto uno spiraglio per rimediare, in Europa la situazione diventa subito compromessa. Questo è un passaggio obbligato, poi si può passare a parlare di tecnica e tattica.

Il puzzle. Un po’ per scelta e un po’ per necessità, Sacchetti sta rimescolando gli starting five alla ricerca degli incastri giusti senza rinunciare alla possibilità di dare il giusto spazio a chi ancora non ha il top. In particolare l’alternanza dei tre lunghi Petway, Varnado e Alexander è stata la costante, all’interno della quale Alexander resta sempre il più produttivo, Varnado quello fondamentale se gioca bene e Petway quello che ha bisogno di uscire dal tunnel. Dall’altra parte ci sarà una squadra, come tutte quelle di Tinchieri, con una difesa molto ben costruita e un attacco molto bene organizzato. L’aggressione atletica, arma principale del Banco, resta il modo migliore per far saltare queste macchine, capaci in compenso di passarti sopra come un caterpillar se perdi il controllo della situazione. Ed è proprio quello che il Banco, oggi più di altre volte, non deve fare.

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