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Dinamo, un palazzetto infuocato per continuare a sognare

di Mario Carta
Dinamo, un palazzetto infuocato per continuare a sognare

Eurolega, il gm dei sassaresi Federico Pasquini chiede anche ai tifosi di scendere in campo: «Sempre corretti ma caldi saranno sesto, settimo, ottavo nono e decimo uomo»

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SASSARI. Il palazzetto-bolgia è un’esigenza, un dovere stasera contro il Bamberg. E mai come stasera la Dinamo, dai giocatori ai dirigenti, hanno bisogno di sentirsi più. Più numerosi, più forti, più insieme. Più vincenti.

«Siamo andati a Tel Aviv a giocare contro una squadra che si chiama Maccabi – dice il gm dei biancoblù, Federico Pasquini –, una squadra che ha vinto tutto e che ha fatto la storia del basket, che meno di due anni fa festeggiava a Milano un’incredibile vitttoria in Eurolega e noi lì, in un palazzetto pieno mezzora prima del via, con 10.800 persone che facevano casino e avevano messo da parte la sconfitta subita in casa dall’Hapoel appena due giorni prima, sotto anche di 25 all’intervallo. Ecco, contro il Bamberg ci serve questo spirito, mai come stasera e la prossima settimana contro il Darussafaka abbiamo bisogno del pubblico, del pazzesco sostegno che è capace di darci perché è l’occasione per sbloccare la nostra Eurolega e per consolidarla fra sette giorni».

Si può fare. «Il grande sogno può continuare – prosegue Pasquini –, abbiamo perso due gare fuori casa e una in casa ma con il Cska e non dobbiamo vedere queste sconfitte come delle tragedie. Siamo nelle condizioni di riaprire la nostra strada, siamo a due punti dalle altre e sarebbe il massimo riavere il nostro fortinoche ci sostiene. Ci saranno dei momenti di grande difficoltà mai non dovremo mai abbassare lo sguardo, e poi al 40' vediamo che cosa succede».

C’è anche il Bamberg. «Squadra fortissima, ha mantenuto il nucleo dello scorso anno e l’ha migliorato con Zisis e Melli. Sarà una battaglia». E non volete combatterla da soli. «C’è chi dice che lo scudetto abbia portato al rilassamento della tifoseria ma non la vedo così. Vedo competenza e rispetto per gli avversari ma anche il solito calore, mai oltre il livello di guardia. Certo, i tifosi li abbiamo abituati bene – conclude il dirigente della Dinamo –, ma sono sempre loro. E noi daremo tutto. La squadra ci ha sempre provato. Con 9/13 nuovi servono tempo e pazienza ma si lavora duro, il gruppo è molto unito e lo ha dimostrato ad Avellino. Una grande vittoria. Le problematiche tecnico-tattiche si risolvono con il tempo, ma quando c’è unità di intenti... facciamo in modo che quella con il Bamberg sia una grande, corretta battaglia, nella quale saremo tutti allineati. Come quando in Italia-Turchia il tifo di Sassari fece volare gli azzurri nel finale, come in gara6 scudetto contro Reggio Emilia. Con il pubblico non solo sesto ma settimo, ottavo, nono e decimo giocatore».

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