Il Banco gioca soltanto 30’ È l’addio all’Euroleague
I biancoblù lottano alla pari col Bamberg per tre quarti ma smettono di giocare nell’ultimo Logan, Eyenga e Sacchetti gli unici all’altezza, dall’altra parte grande partita di Melli
SASSARI. Una sconfitta che ha il significato di una porta sbattuta in faccia. Cinque partite, cioè un intero girone di andata, senza vincere, adesso per provare ad avvicinarsi alle Top 16 il Banco dovrebbe vincerne almeno quattro, se non tutte, in quello di ritorno. Un percorso impossibile, tenuto in piedi solo dall'aritmetica e trasforma la seconda parte di questa Euroleague in qualcosa di molto diverso da quello immaginato quest'estate. E a dirla tutta, è l'intero basket italiano che in questi giorni si vede sbattere la porta in faccia, vista anche la sconfitta di Milano a Limoges: se il nostro movimento non riesce a esprimere squadre competitive a questi livelli, bisogna anche fare seriamente un discorso che vada oltre le responsabilità dei singoli club.
Illusione biancoblù. La Dinamo è crollata nell'ultimo quarto dopo aver scricchiolato nel terzo, ma aveva illuso nel primo ed è stata competitiva fino all'intervallo. Il temuto black-out è arrivato quando la partita era ancora in bilico e sarebbero bastati un paio di canestri per riagganciare il Bamberg e portarlo fino agli ultimi minuti in una volata finale tutta da scrivere. Purtroppo questa squadra è fatta così, a un certo punto smette di giocare e in quei frangenti si fa fare di tutto. Ha cominciato bene, facendo il suo basket e aggredendo la partita, ha vinto 21-14 il primo quarto e ha perso gli altre tre, incassando sempre punteggi maggiori. Nell'ultimo ha subìto 30 punti, finendo sotto di 20, mollando gli ormeggi dopo l'ultimo sprazzo di Logan che nel terzo quarto aveva dato una scossa importante (42-38 dal 34-36)). Una tripla di Haynes all'inizio dell'ultimo quarto ha dato un'altra illusione (56-60) ma a quel punto è arrivato un break di 5-18 che ha ucciso la partita.
Il cambio di marcia. Non c'è stato. Ed è una cosa che è mancata, tra le tante, perché quando la partita si è decisa il Banco è rimasto sulle gambe. Dopo aver giocato al suo ritmo, si è trovato impantanato in quello del Bamberg che, come tutte le squadre di Trinchieri, o faceva canestro subito o aspettava gli ultimi passaggi dei 24'' per trovare il tiro migliore e trovare la difesa biancoblù disattenta o con le braccia basse. Trascinato nel corpo a corpo, si è battuto alla pari rimanendo indietro solo per colpa di due disattenzioni sulla sirena del secondo e del terzo quarto (Eyenga che non ha fatto fallo, Haynes che nell'ultima azione ha perso palla regalando agli avversari un extra-possesso). La tripla di Haynes ha riaperto tutto, dopo che Melli da solo aveva preso di peso il Bamberg portandolo in testa. E anche la sua prova (26 punti, 8 rimbalzi) va riportata al discorso iniziale, perché se un giocatore come lui ha bisogno di uscire dai confini italiani per ritrovare il suo talento è una bocciatura per tutti.
Il futuro. Adesso l'Euroleague è una passerella di prestigio da onorare, il futuro si chiama Eurocup ed è roba di gennaio, forse è il momento di cominciare a concentrarsi sulla squadra e capire quanto vale e quali sono i reali problemi. Forse è una questione di nomi, forse no, di sicuro la stagione del Banco da oggi assume un'altra connotazione.
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