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La Russia corre ai ripari ma i Giochi sono a rischio

La Russia corre ai ripari ma i Giochi sono a rischio

Dopo la sospensione per doping di Stato la promessa di punire i colpevoli e riformare la federazione di atletica. Ma non viene escluso il ricorso al Tas

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MOSCA. All'indomani della «sospensione temporanea» e senza limiti di tempo della sua federazione di atletica per lo scandalo doping, Mosca cerca di correre ai ripari. Per raggiungere l'obiettivo di partecipare ai Giochi di Rio che iniziano tra appena nove mesi, il Comitato olimpico russo si è subito detto «pronto» a «riformare» la federazione russa di atletica (Araf) «conformemente alle richieste della Iaaf», l'organo che governa l'atletica leggera mondiale, e nel pieno rispetto «delle regole dell'antidoping».

Non solo: ha anche assicurato pene severe per tutti coloro che non hanno la coscienza pulita, siano essi dirigenti, allenatori o atleti. In ogni caso, se non dovessero bastare le promesse di riformare alla radice il presunto sistema di doping e corruzione con il consenso dello Stato che ha portato alla sospensione, la Russia «non esclude» di ricorrere al Tribunale arbitrale dello Sport di Losanna.

Parola del ministro dello Sport Vitali Mutko, che comunque al momento sembra preferire mosse più caute: «Dobbiamo capire cosa vogliono e dove vedono minacce», ha spiegato il fedelissimo di Putin riproponendo «una road map congiunta» da «eseguire velocemente». «Penso che possiamo fare tutto in due o tre mesi», assicura ottimista il ministro.

Intanto, pochi giorni dopo un incontro in Svizzera con il numero uno del Comitato olimpico russo (Roc), Aleksandr Zhukov, anche il presidente del Cio, Thomas Bach, si dice «fiducioso» sul fatto che Mosca sarà in grado di portare avanti tutte le riforme necessarie in tempo utile «per far andare i suoi atleti a Rio». E in una nota congiunta Cio-Roc si sottolinea che il Comitato olimpico russo si impegna a riportare «quanto prima» le attività dell'agenzia antidoping russa Rusada, del laboratorio antidoping di Mosca (a cui è stata revocata la licenza) e della federatletica russa «a essere pienamente conformi al codice dell'agenzia mondiale antidoping Wada e a tutte le regole internazionali antidoping».

La Russia di Putin - che anche dello sport ha fatto uno strumento per promuovere la sua immagine di paese vincente - vuole scongiurare a tutti i costi il grave danno di immagine che l'esclusione dalle Olimpiadi comporterebbe, e pur dicendosi certa che una «commissione speciale chiarirà le cose», annuncia elezioni anticipate entro tre mesi per rinnovare la dirigenza dell'Araf. Mosca deve rimboccarsi le maniche, e il ministro Mutko ha convocato già per domani una riunione d'emergenza.

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