Questa Italia funziona solo part time
Più difetti che pregi dopo la gara col Belgio di una squadra con molti limiti. Martedì a Bologna contro la Romania
E’ difficile parlare di calcio dopo quello che è successo a Parigi. Ma proprio in Francia si svolgeranno gli Europei del prossimo anno. La paura cresce nonostante le precauzioni e un livello di guardia altissimo. E’ normale chiedersi se le bombe e i kalashanikov entreranno negli stadi. Lo sport si interroga, nessuno si sente al sicuro, in qualsiasi contesto può verificarsi un attentato. «Sono fatti gravi - le parole del ct azzurro - è inutile che facciamo finta di niente. Se si utilizzano situazioni particolari per fare attentati, viene un po’ di paura e timore. Speriamo che questi atti di violenza non abbiamo la meglio su tutto»,
Intanto la Nazionale è tornata a casa dopo la sconfitta in Belgio. Conte ieri pomeriggio ha fatto svolgere l’allenamento a porte chiuse. Bocche cucite, c’è da riflettere. Il test con la formazione che occupa il primi gradino del ranking Fifa ha messo in luce più difetti che pregi. Martedì a Bologna si gioca contro la Romania. Non è il Belgio di Nainggolan ma guai a sottovalutare l’impegno.
Personalità. E’ il principale limite degli azzurri. Appena si sono trovati di fronte un avversario di qualità i segni di cedimento sono stati evidenti. Come mai? Troppo pochi i giocatori di livello internazionale di cui Conte dispone. Senza Pirlo (non può essere eterno anche se farà parte della spedizione francese) il centrocampo perde fantasia, lucidità, velocità di pensiero. A certi livelli un giocatore con queste caratteristiche è fondamentale, fa la differenza. L’Italia non ce l’ha. Marchisio e Parolo sono dei “gregari”, non hanno il carisma per trascinare la squadra. Verratti? Bravo ma ha caratteristiche diverse da Pirlo. É più centrocampista dell’ex iuventino e ha la tendenza a portare troppo palla. Un “difetto” che deve cancellare se vuole fare il salto di qualità e diventare un top player.
Il punto. Il ct aveva detto che il test di venerdì e quelli in primavera contro Germania e Spagna, ci avrebbero fatto capire qual è la statura dell’Italia. Il primo ha detto che questa squadra ha molto da lavorare. Se le partite durassero un tempo, allora saremo ai vertici del calcio europeo. Ma siccome si gioca per un’ora e mezza, i problemi alla lunga emergono in modo impietoso. Conte ci mette l’anima per far assimilare ai suoi concetti quali intensità, cambio di schemi, concentrazione. Il problema non è che il tecnico non si fa capire è proprio di qualità. Insomma, si torna sempre lì. Il nostro calcio non esprime (in questo momento) grandi talenti, bisogna accontentarsi di ciò che passa il convento. Ecco perchè il ct punta sul collettivo e non sulle individualità. Se la squadra funziona ci sono margini di crescita, altrimenti non si va lontano. Magari non saremo tredicesimi come dice in questo momento il ranking ma non nei primi otto. Bisogna prenderne atto.
La difesa. Il blocco della Juventus, insuperabile fino a poco tempo fa, non è più lo stesso. Sia Bonucci che Chiellini hanno perso smalto, lucidità. Commettono errori che il ct non sa spiegare. Darmian e De Sciglio continuano a essere dei giocatori in... embrione. Appena sale il livello diventano “piccoli piccoli”. Devono crescere in fretta, l’Europeo è dietro l’angolo.
La gara di martedì. Contro la Romania, che non ha la statura tecnica del Belgio, Conte farà altri esperimenti. Ci sarà spazio per El Shaarawi e forse cambierà qualcosa in difesa dove potrebbero trovare spazio Barzagli e Astori. Se non ci saranno segnali di miglioramento, il selezionatore, che fino a ieri aveva chiuso le porte per eventuali nuovi ingressi nel gruppo azzurro, dovrà riflettere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
